Martedì 19 Aprile 2011

Rifiuti, la replica della Rea:
respinte tutte le nostre proposte

Dopo le dichiarazioni del presidente della provoncia, Ettore Pirovano, che lunedì ha invitato i Comuni bergamaschi a guardarsi in giro per trovare tariffe più convenienti di quelle della Rea in materia di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la stessa Rea Dalmine Spa - la società che gestisce l'inceneritore di Dalmine in cui confluiscono i rifiuti di ben 210 Comuni della Bergamasca - ritiene opportuno fare alcune precisazioni, «senza spirito polemico e solo al fine di far chiarezza, circa i rapporti intrattenuti con la Provincia di Bergamo in merito alla rideterminazione della tariffa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani».

«La convenzione in essere tra Rea Dalmine Spa e la Provincia di Bergamo ha validità fino al 26 agosto 2013 scrive la Rea -. La validità della tariffa applicata al conferimento rifiuti presso il nostro impianto di Dalmine, convenzionalmente concordata con la Provincia di Bergamo e che aveva come presupposto l'esistenza degli incentivi statali (CIP 6), ha avuto, invece, scadenza al 31 maggio 2010 in coincidenza con il venir meno dei menzionati incentivi che avevano consentito alla Rea Dalmine di applicare una tariffa che risultava tra le più basse in Regione Lombardia. Già dal 2009 Rea Dalmine aveva fatto presente alla Provincia di Bergamo con nota del 04.05.2009 le problematiche connesse al venir meno del CIP 6. A partire poi dal maggio 2010 è iniziato un confronto più serrato con la Provincia di Bergamo al fine di individuare e condividere il percorso migliore per la rideterminazione di una tariffa che garantisse da un lato l'equilibrio economico-finanziario della gestione e dall'altro un sopportabile impatto sugli utenti, anche in armonia con i prezzi mediamente praticati in altre realtà regionali; il tutto garantendo sempre l'alto grado di efficienza dell'impianto e l'elevato standard qualitativo del servizio».

«A tal fine Rea Dalmine ha elaborato diverse ipotesi tariffarie tenendo conto sia della possibilità di accedere a nuovi incentivi (certificati verdi) previo integrale intervento di revamping dell'impianto sia dell'eventuale autorizzazione all'ampliamento del termovalorizzatore (realizzazione della terza linea), le proposte citate sono state trasmesse alla Provincia di Bergamo in data 20.09.2010, 30.09.2010 e da ultimo il 18 e 23 marzo 2011».

«Ipotesi che in sintesi prevedevano:
• In caso di revamping da ultimarsi entro il 31.12.2012 una tariffa definitiva di € 110/T oltre alle royalties a favore del Comune di Dalmine.

• In caso di realizzazione della 3^ linea una tariffa definitiva di € 101,48/T oltre alle royalties a favore del Comune di Dalmine.

Rea Dalmine il 20.12.2010 aveva anche trasmesso all'Amministrazione Provinciale, su sollecitazione peraltro della stessa, una proposta tariffaria sulla base della media dei prezzi praticati agli Enti da altri impianti lombardi comparabili per dimensione e qualità del servizio al termovalorizzatore di Dalmine, dell'ordine di € 132,00/T (oltre alle royalties a favore del Comune di Dalmine)».

Questa ipotesi - prosegue la Rea - «non contemplava nessun tipo di incentivazione tariffaria sulla vendita di energia elettrica.
La Provincia di Bergamo non ha tenuto in alcun conto le ipotesi summenzionate volte all'ottenimento degli incentivi che avrebbero consentito l'applicazione di una tariffa come sopra indicata e solo in data 15 aprile 2011 ci ha comunicato il Suo parere contrario alle nostre proposte».

Pronta la replica del presidente Ettore Pirovano: «Non è questione di revamping o terza linea, noi vogliamo definire la tariffa. Siamo disponibili a trattare, ma non alle condizioni che vogliono loro. Stabilire oggi un accordo di 15 anni, come è stato fatto in passato, è assurdo. È impensabile ipotecare il futuro su un tema così, in continua evoluzione». L'accordo Rea-Provincia è datato 1998. «Gli abbiamo detto di voler rivedere la tariffa per i prossimi due anni, fino alla scadenza naturale dell'accordo, nel 2013. Poi se ne riparlerà, ma non posso impegnare la Provincia fino al 2028».

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a.ceresoli

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