Venerdì 29 Aprile 2011

Automobilista multato per sbaglio
Danneggiato e beffato più volte

Danneggiato e beffato, e ora chiamato anche - ma, gli è stato detto, «solo per un equivoco» - a pagare un «recupero spese per contravvenzione». È la lunga storia di un automobilista di Bergamo, che comincia nell'autunno del 2009 e che forse - ma solo forse - in questi giorni è arrivata a concludersi.

Tutto comincia con un posteggio: per la precisione con la decisione del malcapitato automobilista di posteggiare in via Scotti negli appositi spazi. Nelle vicinanze c'era un cantiere e il responsabile, temendo di danneggiare la vettura, ha avvisato i vigili, per far rintracciare il proprietario e fargliela mettere al sicuro: è l'inizio di un'odissea.

Invece di essere avvertito, viene infatti sanzionato per divieto di sosta e l'auto viene rimossa: lui se ne accorge solo il giorno dopo. Paga la multa e recupera l'auto, ma contesta la sanzione: «Nessuno ha chiesto la rimozione e non c'era segnaletica, tanto meno un divieto nel posto da me occupato», spiega.

L'udienza però riserva sorprese: «Il verbale depositato riportava che la mia auto non era stata rimossa, anche se io ho prodotto la fattura relativa, e si è parlato di un divieto che invece non c'era proprio - racconta l'automobilista -. Ho prodotto una dichiarazione del responsabile del cantiere, ma il giudice di pace mi ha dato torto».

Il ricorso viene respinto e, beffa tra le beffe, nelle motivazioni si legge: «È pacifico che l'auto del ricorrente sostava in località vietata con rimozione forzata». Ricorrere contro la sentenza? Possibile, ma costoso. Il multato sfoga la propria amarezza con l'assessore preposto, che gli consiglia un incontro chiarificatore col comandante della polizia locale.

L'incontro viene chiesto, il comandante cambia, c'è una nuova richiesta: tutto quel che arriva però - nuova beffa - è un'altra richiesta di pagamento da Equitalia per conto della polizia locale. «Mi si chiedeva il pagamento di 18,44 euro "per recupero spese contravvenzione" – spiega tra il perplesso e l'indignato l'automobilista –. Mi chiedo quali, visto che ho pagato subito: il responsabile non mi ha saputo dare spiegazioni. Il giorno dopo mi sono ripresentato per sollecitare l'incontro col comandante, e un agente, stranamente, ci ha tenuto a dirmi subito che la richiesta di pagamento "era un equivoco" e che avrebbe provveduto: così ha fatto».

Qualche settimana dopo finalmente l'agognato incontro col comandante: «Non sapeva che dirmi: il suo insediamento era troppo recente, e comunque c'era una sentenza ormai definitiva. Mi aspettavo semplicemente una onesta presa d'atto di ciò di cui sono rimasto vittima», è l'ultimo amaro commento dell'automobilista.

m.sanfilippo

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