Venerdì 29 Aprile 2011

Laboratorio disabili, i genitori
«Il Comune ci trovi una sede»

I genitori dei ragazzi disabili, utenti del Laboratorio dell'Autonomia di Bergamo, in via Presolana, hanno scritto una lettera al sindaco Franco Tentorio e all'assessore ai Servizi sociali Leonio Callioni, preoccupati per il futuro del centro e dei ragazzi portatori di handicap che lo frequentano. Il problema riguarda la nuova sede del Laboratorio, che era stata individuata nell'edificio dell'ex Gres. Ecco il testo della lettera.

«I sottoscritti, genitori dei ragazzi portatori di handicap che attualmente frequentano il Laboratorio dell'Autonomia (sito in via Presolana), avendo appreso che l'Amministrazione comunale è intenzionata ad alienare l'edificio dell'ex Gres, già destinato dalla precedente Amministrazione al trasferimento del predetto Laboratorio, chiedono alle autorità preposte di mantenere gli impegni assunti e di portare a termine il preesistente progetto educativo.

Tale piano pedagogico consisteva nel trasferire i “ragazzi” da una realtà piuttosto isolata quale l'attuale, in un contesto che avrebbe attivato un buon grado di socializzazione e di pieno inserimento del territorio. Desiderano, inoltre, ricordare che la costruzione del progetto è frutto di un'elaborazione e progettazione condivisa, proseguita anche in quest'ultimo anno, tra diversi soggetti e rappresentanti del territorio».

I genitori fanno inoltre presente «che i locali nei quali attualmente si svolgono le attività ludico/formative/creative (80 mq, un solo servizio igienico, in zona decentrata e quindi non facilmente raggiungibile) sono inadeguati ad ospitare un numero di utenti che continua ad incrementarsi.

In subordine, nel malaugurato caso in cui la Giunta volesse davvero vendere l'edificio ex Gres in via San Bernardino, chiedono che l'Amministrazione comunale metta a disposizione dei ragazzi portatori di handicap una struttura adeguata sia per disposizione che per logistica interna (almeno 200 mq) facilmente accessibile e ben servita, in zona semicentrale, senza barriere architettoniche e con almeno due servizi igienici (maschi/femmine): ad esempio gli spazi dell'attuale edificio dell'assessorato ai Lavori pubblici sito in via delle Canovine n. 21.

Fiduciosi che queste richieste possano essere accolte con sensibilità e solidarietà, convinti che la tutela e il supporto ai cittadini più deboli sia la priorità di ogni amministrazione locale, inviano cordiali saluti».

k.manenti

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