Giovedì 05 Maggio 2011

Donna morì per un catetere
Condannato chirurgo dei Riuniti

Un chirurgo del reparto di Nefrologia dei Riuniti, S. R. di 36 anni, è stato condannato a sei mesi (con pena sospesa) per omicidio colposo, al termine di un processo abbreviato davanti al gup Alberto Viti. La vicenda riguarda la morte di una 72enne di Bergamo, avvenuta il 6 ottobre del 2008, durante l'operazione di sostituzione di un catetere vascolare che serviva per la dialisi. La sonda, che dalla giugulare raggiungeva il cuore, era risultata ostruita e così si era deciso di sostituirla. Durante l'operazione la pensionata aveva subìto convulsioni e un crollo di pressione. La paziente era stata trasferita in Rianimazione, dove però era morta un'ora più tardi.

Sul decesso era stata aperta un'inchiesta. I periti del gup hanno riscontrato imprudenza perché il chirurgo non ha disposto la radiografia preventiva (a loro detta, però, la letteratura in merito è contraddittoria) e perché ha omesso di effettuare un contrasto angiografico, non previsto però dalle linee guida. Inoltre, è stato appurato che l'anticoagulante somministrato non aveva raggiunto lo scopo. Sempre per i periti, infine, la guida che avrebbe dovuto facilitare la sostituzione del catetere era andata a perforare l'atrio destro del cuore, provocando un versamento di sangue di circa 350 centilitri. Secondo i consulenti della difesa, invece, la lesione era dovuta allo strappo delle aderenze del vecchio catetere dalle pareti cardiache. Insomma, sfilando la sonda da sostituire c'era il rischio di provocare ferite al cuore. E siccome, per la difesa, tali aderenze non potevano essere riscontrate dal chirurgo e le omissioni contestate non sono previste dalle linee guida, ecco che gli avvocati hanno invocato per S. R. l'assoluzione. Il pm ha invece chiesto 6 mesi, richiesta a cui si è associato l'avvocato di parte civile.

fa.tinaglia

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