Giovedì 05 Maggio 2011

È morto Umberto Stefanoni:
l'Atalanta perde il suo «tuttofare»

Ha trascorso oltre mezzo secolo di storia accanto all' Atalanta, non da protagonista ma con ruoli e incarichi di grande utilità. Umberto Stefanoni è improvvisamente mancato nella notte tra mercoledì e giovedì, lasciando nel profondo dolore non solo i familiari ma anche coloro che da tempo seguono le vicende nerazzurre.

Sì, perché era impossibile per coloro che negli anni hanno assistito alle gare della squadra atalantina allo stadio comunale non notarlo ai bordi del campo sempre pronto a sbrigare qualsiasi tipo di incombenza.

Per non parlare dellla sua encomiabile disponibilità nei confronti dei giocatori, per loro un autentico punto di riferimento. Stefanoni si era avvicinato all'Atalanta, poco più che ragazzo, agli inizi degli anni 50, portando allo stadio i palloni da utilizzare per le partite di campionato per conto del titolare del negozio Cominelli sport, allora situato in largo Belotti, a Bergamo.

Da allora, pur avendo lavorato alla sede dell' Inail cittadina sino al raggiungimento della pensione, è sempre rimasto fedelissimo alla società atalantina.

Funzioni importanti ha svolto anche nell'ambito dell'«Atalanta master», club che, presieduto dal timoniere del club Amici dell' Atalanta, Marino Lazzarini, annovera i giocatori che hanno indossato la maglia nerazzurra.

Di carattere gioviale e di una simpatia innata, Umberto Stefanoni sapeva catturare pressoché all'istante l'amicizia di tutti coloro con i quali intratteneva rapporti.

Supertifoso, manco dirlo, della squadra atalantina, ci teneva a puntualizzare che in 55 anni di «vita atalantina», aveva perso soltanto due partite casalinghe di campionato a causa di problemi familiari.

Inutile evidenziare che Umberto stava già pregustando i probabili festeggiamenti, ai bordi del terreno di gioco dell'Azzurri d'Italia di sabato, al termine di Atalanta-Portogruaro. Ma lo farà, senza ombra di dubbio, da lassù.

Arturo Zambaldo

r.clemente

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