Domenica 15 Maggio 2011

Treni regionali: la nuova sfida
è l'alta velocità. Non per pendolari

Un treno del trasporto regionale da Bergamo a Milano in 30 minuti, ma con un biglietto più caro rispetto ad oggi e in circolazione fuori dalle fasce orarie critiche dei pendolari: dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 19. È un progetto a cui la Regione sta lavorando insieme a Trenord, come ha confermato l'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo pochi giorni fa.

«Il nuovo servizio sarà lanciato in via sperimentale entro il prossimo anno e verrà effettuato senza interferire con i treni su cui viaggiano ogni giorno migliaia di pendolari» ha detto l'assessore Cattaneo. Precisando che questi treni veloci che dovrebbero collegare in 30 minuti Milano con i capoluoghi di provincia nel raggio di una cinquantina di chilometri tra cui Bergamo come Lecco, Varese e Como, puntano ad intercettare una clientela differente da quella del pendolare tradizionale, disposta a pagare di più per avere per esempio il posto assicurato e non vincolata dai cartellini da timbrare per andare a lavorare.

Oggi, orario ferroviario alla mano, il collegamento più veloce tra Bergamo e Milano Centrale è mediamente di 48 minuti, con un treno ogni 60 minuti per ciascun senso di marcia tra le due città. Si tratta di un tempo di percorrenza che ha determinato la cancellazione della fermata a Treviglio Ovest. Questi convogli fermano solo, tra Bergamo e Milano Centrale, a Verdello, Lambrate e Pioltello. Fermata, quella di Pioltello, mal digerita dai pendolari.

Un treno che ci mette 30 minuti tra Milano e Bergamo sarebbe senza alcuna fermata intermedia tra le due città, con caratteristiche simili a quelle dei treni intercity che in Lombardia sono in corsa oggi sulla Milano-Genova e sulla Milano-Bologna.

L'assessore Cattaneo non ha fatto nessuna dichiarazione in merito a quanto costerebbe il biglietto di questo servizio: secondo alcuni esperti del settore si ipotizza un biglietto che costerebbe dal 70 all'80% in più rispetto a quello pagato oggi sulla stessa tratta.

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m.sanfilippo

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