Venerdì 17 Giugno 2011

Federconsumatori: «Ma si può
amministrare una città così?»

Sulla vicenda dei cartelli in dialetto interviene Umberto Dolci, presidente di Federconsumatori di Bergamo con una lettera aperta al sindaco nella quale si chiede: «Ma si può amministrare una città in questa maniera?».

Ecco il testo della lettera al sindaco Franco Tentorio

«Dopo l'iniziativa dell'assessore Saltarelli che, a quanto pare, a insaputa della Giunta, del Consiglio Comunale, degli Uffici dedicati alla segnaletica, degli stessi Uffici dei Lavori Pubblici , sicuramente dei Cittadini, ecc…ha fatto installare dei cartelli stradali con l'unico scopo di scrivere Bergamo in dialetto, una domanda è d'obbligo: si può amministrare una città in questa maniera?

Non voglio entrare nel merito dell'opportunità o meno di privilegiare i sentimenti di una parte politica dei Cittadini a scapito di coloro che non la pensano alla stessa maniera; il problema che Le sottopongo è, anche, di correttezza amministrativa. Mi rendo conto di fare domande che dovrebbero essere retoriche, ma evidentemente non è così per il Suo assessore ai lavori pubblici:

A) è lecito mettere sul suolo pubblico, in fregio a delle strade ad alto scorrimento, dei cartelli senza la preventiva autorizzazione di coloro che devono vigilare sulla viabilità?
B) È corretto utilizzare tempo ed energie pubbliche per iniziative personali?
C) È segno di trasparenza non dire chi ha pagato la fornitura dei cartelli?
D) Se poi si venisse a sapere che il generoso “benefattore”, oltre ad essere un simpatizzante della Lega, magari ha rapporti di lavoro con l'amministrazione comunale?
E) Cosa devono pensare i Cittadini di un Assessore che si lamenta perché non ha operai da dedicare alla sistemazione delle buche e poi trova il tempo di impiegarli a mettere cartelli anonimi?
F) Oppure anche la posa dei cartelli è stata fatta a spese del misterioso mecenate? Egregio Sindaco, io avrei ritenuto legittimo se Lei e la Giunta che ci amministra aveste fatto una scelta e ve ne foste assunta la responsabilità. In questo modo, trasparente, ognuno avrebbe potuto valutare sul vostro operato.

Concludo con due “preghiere”:
1) non mi risponda che “i problemi sono altri”
2) se deciderà di mettere cartelli in dialetto, almeno paghiamoli con i nostri soldi».

e.roncalli

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