Martedì 12 Luglio 2011

Soccorsi: «Col numero unico 112
la Lombardia guarda al futuro»

Per il soccorso sanitario, con l'arrivo del numero unico per le emergenze (il 112) si guarda aventi. «Un progetto complesso, improntato sulla comunità: una sanità dinamica orientata verso il futuro». Lo ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, intervenendo alla conferenza stampa sul nuovo modello di organizzazione del soccorso extra-ospedaliero in Regione Lombardia, recentemente approvato dalla Giunta regionale, a cui era presente anche il direttore generale di Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), Alberto Zoli.

«È in atto un progetto evolutivo di rilievo - ha ribadito Bresciani - un'innovazione sia in ambito ospedaliero che territoriale. Questo provvedimento è una reale applicazione del federalismo: la sussidiarietà verticale interessa ministero (Stato) e Regione Lombardia (assessorato alla Sanità) ma lavora in maniera orizzontale con i soggetti sussidiari (Croce Rossa, Anpas ecc.) che hanno collaborato con noi per realizzare la delibera sul nuovo modello di soccorso».

La delibera approvata interessa oltre 2400 tra medici e infermieri dipendenti del Ssr e più di 40.000 tra dipendenti e volontari dei soggetti sussidiari. «L'obiettivo - spiega Bresciani - è quello di migliorare il nostro Sistema Sanitario sia in termini di qualità che di quantità. Anche con l'ausilio del nuovo Numero unico per le emergenze (112), avremo diverse forze - polizia di Stato, carabinieri, soccorso sanitario, vigili del fuoco - che lavorano insieme per funzioni, coordinando tutte le emergenze e facendo crescere la nostra comunità. Il numero unico è stato applicato a Varese, in via sperimentale, con grandi risultati, se si pensa che, in un anno, ha servito oltre 450.000 chiamate, indirizzandole nella maniera corretta nel giro di pochi secondi. Abbiamo deciso di gemmare l'esperienza di Varese in tutta la Lombardia per avere in tutta la regione un miglioramento complessivo del sistema dell'Emergenza Urgenza nel concetto della riorganizzazione del sistema territoriale: più mezzi, più servizi, meno attesa e più efficienza».

L'assessore Bresciani ha poi spiegato come l'organizzazione del sistema sia orientata per funzioni: «Solo lavorando così - ha detto - si riesce a organizzare una vera e propria rete di funzioni simili (nodi), che costituiscono la sorgente dei cluster. Questa è la logica della rete che stiamo organizzando, una rete territoriale in grado di affrontare la sfida delle cronicità che sta arrivando e garantire che il paziente cronico abbia un'assistenza e un monitoraggio tali, per cui prevedere l'eventuale evento di sbilanciamento verso una possibile fase d'acuzia e interrompere questo stadio».

«L'Areu - ha concluso Bresciani - si inserisce nell'organizzazione di tutti gli operatori della sicurezza e trova un impianto globale in grado di migliorarne le funzioni. In un anno, a Varese, il call center ha filtrato il 53 per cento delle chiamate inappropriate, che non hanno impegnato quindi nessuna delle forze, le quali hanno così potuto dedicarsi alle emergenze che, i singoli corpi, erano chiamati a gestire. Il sistema è efficace ed efficiente, prende velocità e risponde al meglio al fabbisogno del cittadino lombardo».

Il progetto prevede, grazie allo stanziamento di 13 milioni di euro (biennio 2012-2013) a favore di mezzi e personale, un complessivo potenziamento dei mezzi di soccorso: mezzi di soccorso di base (+39), mezzi di soccorso intermedio (+4) e mezzi di soccorso avanzato (+2).

r.clemente

© riproduzione riservata