Martedì 26 Luglio 2011

Legambiente contro Brebemi
«Costi addirittura triplicati»

Duro attacco sulla Brebemi e i suoi costi da Legambiente. «Si è partiti con solo finanziatore Banca Intesa, che detiene un terzo delle azioni di Brebemi, per un'opera che costava 800 miloni di euro - spiega Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente della Lombardia - ed ora che i costi sono di 2,4 miliardi, cioè triplicati, a cui vanno aggiunti gli interessi di 500 milioni, Brebemi schizza a 2,4 miliardi di euro».

Balotta continua a spiegare l'iter dei costi di Brebemi: «Il finanziamento, ed il rischi, hanno dovuto essere ripartiti da un pool di banche tra cui Banca Intesa con 390 milioni di euro, Unicredit e B.Mps con 290 milioni, Ubi Banca con 200 milioni e Banca Popolare ancora con 200 milioni. Ma la parte del leone viene fatta dalla cassa Depositi e Prestiti (l'istituto pubblico che raccoglie i risparmi postali) che starebbe partecipando con 765 milioni di euro, costituendo cosi la garanzia pubblica dell'opera che l'assessore Cattaneo si ostina a non vedere».

Poi Balotta fa anche un paragone con l'A4: «A questi costi un km di autostrada passa da 12 milioni di euro di qualche anno fa a 36 milioni al chlometro. Benetton ha comprato 8 anni fa la A4, l'autostrada parallela Milano Venezia, a 2,2 milioni al km: 33,8 milioni in meno dei costi attuali di Brebemi».

Poi una critica globale alla situazione delle opere pubbliche italiane: «Il Governatore della Banca d'Italia, nella sua ultima relazione, ha detto che, tra gli altri, uno dei gap italiani consiste nel costo triplo rispetto ai paesi europei delle opere pubbliche (Tav in particolare) - continua il rappresentante di Legambiente -. E con questi costi non possiamo nè risanare la finanza pubblica nè tantomeno crescere. Al netto degli aspetti ambientali mi pare che il dibattito vada anche aperto su costi, tempi di realizzazione e sistema di finanziamento. Non si possono mettere i tiket sanitari , negare le risorse alla ricerca, tagliare le pensioni ed avere i salari più bassi d'Europa, ma continuare a far opere pubbliche con queste modalità».

fa.tinaglia

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