Mercoledì 27 Luglio 2011

Sacchetti in plastica fuorilegge?
È il solito caos all'italiana

I sacchetti di plastica in polietilene sarebbero dovuti sparire dalla circolazione già dal primo gennaio di quest'anno. Invece, a quasi sette mesi dalla norma del legislatore che aveva decretato la loro messa al bando, in diversi supermercati e negozi della città sono ancora in giro come se nulla fosse. Alla legge si sono adeguati solo i marchi leader della grande distribuzione organizzata. Dal primo gennaio 2011, infatti, i supermercati in teoria non possono più né comprarli, né venderli e avevano pure l'obbligo di esaurire le scorte regalando gratis ai clienti i sacchetti rimasti in magazzino.

Possibile che in sette mesi non siano finite le scorte? Sta di fatto che il commercio di vicinato della Bergamasca – tra fruttivendoli, macellerie, farmacie e negozi di elettronica – continua tranquillamente a imbustare i prodotti nel sacchetto non biodegradabile fuorilegge. Stesso discorso per i supermarket più piccoli che spesso si nascondono dietro la classica scusa: «C'è grande confusione su questa legge. Ma poi nessuno ci ha controllato o avvisato di cambiare sacchetti quindi è tutto ok».

Una vicenda tutta all'italiana, nonostante il ministero dell'Ambiente dichiari che il nostro è «il primo Paese europeo senza sacchetti di plastica inquinanti». L'inghippo, in realtà, è soprattutto normativo come spiega Federdistribuzione (l'organismo che rappresenta le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non alimentare del commercio moderno come la grande distribuzione organizzata): «Confermo che dal primo gennaio è vietata la commercializzazione dei vecchi sacchetti di plastica – spiega il direttore dell'area comunicazione Stefano Crippa –. Le indicazioni fornite dal governo circa lo smaltimento di quelli giacenti presso i magazzini dei punti vendita sono state veicolate agli operatori attraverso un comunicato stampa diramato il 30 dicembre 2010. Un comunicato al quale non è succeduto alcun provvedimento più “formale”. In esso non veniva dato alcun limite di tempo allo smaltimento delle scorte; si precisava solo che i vecchi sacchetti potevano essere ceduti solo a consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 27 luglio

fa.tinaglia

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