Mercoledì 27 Luglio 2011

Aumenti del trasporto pubblico
I sindacati: attenzione ai tagli

Nella mattinata di martedì 26 luglio le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil, con i rispettivi sindacati di categoria Filt, Fit e Uil Trasporti, hanno incontrato l'assessore provinciale alla Viabilità e Trasporti Giuliano Capetti per un confronto sulla proposta di adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale extraurbano.

L'assessore ha fornito, in apertura, i dati relativi alla prima tranche di aumenti deliberata a febbraio 2011 (+7% invece del +10% richiesto dalla Regione Lombardia). L'aumento non ha portato i risultati auspicati dall'amministrazione perché gli incassi sono aumentati solamente del 2,5% (e non del 7%): il che significa, come avevano a suo tempo paventato le organizzazioni sindacali che, a fronte di aumenti delle tariffe, diminuiscono gli utenti del trasporto pubblico con la conseguenza di maggior criticità del già intasato traffico sulle strade.

«A fronte della richiesta regionale di un nuovo aumento, del +9,09% dal 1° agosto, l'assessore Capetti ha dichiarato ai sindacati - spiegano ques'ultimi - che intende proporre alla Giunta Provinciale un aumento più contenuto e limitato al +5%. L'aumento complessivo dall'inizio dell'anno, diverrebbe quindi del +12%, invece che del 19,09% proposto dalla Regione». Per far fronte al taglio di 1,9 milioni di euro imposto alla Provincia di Bergamo, l'assessore, oltre all'aumento delle tariffe, intende proporre alla Giunta un ulteriore ridimensionamento delle percorrenze: altri 50 mila km che, sommati a quelli già tagliati a febbraio, portano a 720 mila i Km in meno erogati dal servizio pubblico, riduzioni tutte applicate sulle linee periferiche e con minor presenza di utenti (ma, ovviamente, più disagiate).

«L'assessore, infine, ha dichiarato che non intende applicare la seconda tranche di aumento agli abbonamenti annuali per gli studenti, abbonamenti che resteranno dunque fermi alle tariffe comprensive degli aumenti già applicati da febbraio - continuano le organizzazioni dei lavoratori -. Le organizzazioni sindacali, se hanno dato atto all'assessore della disponibilità al confronto (disponibilità che non è stata pari da parte dell'Amministrazione Comunale di Bergamo che ha deciso, per le tariffe urbane, un aumento del 10% senza alcun confronto) e dell'impegno a non aumentare le tariffe per gli studenti, hanno ribadito la loro forte contrarietà alle misure di taglio e ridimensionamento che penalizzano il trasporto pubblico, gravano sulle famiglie in un momento di difficoltà economica, aumentano il traffico privato sulle strade, incentivano lo spopolamento dei paesi più periferici soprattutto nelle zone di montagna. I tagli e l'aumento delle tariffe potranno solo innescare il circolo vizioso di ulteriori disagi per gli utenti e conseguenti nuove fughe dal servizio pubblico con nuovi ulteriori ridimensionamenti con ricadute anche occupazionali per i lavoratori del settore».

Da qui la richiesta dei sindacati di attivare servizi di trasporto a chiamata per tutte le situazioni che dovessero restare scoperte dalle linee di trasporto ordinarie e per i casi sociali (anziani soli, persone a rischio di isolamento), oltre di attivare misure di contrasto contro gli appalti per servizi di trasporto scolastico affidati a ditte che non rispettino i contratti di lavoro, partecipino alle gare d'appalto con proposte inferiori ai costi contrattuali, non diano garanzie di sicurezza e affidabilità per i mezzi impiegati.

Sull'argomento è intervenuto anche il Comune di Bergamo con il vicesindaco e assessore alla Mobilità Gianfranco Ceci che «ha preso atto con soddisfazione della maturata disponibilità di alcuni sindaci dell'hinterland ad un confronto volto a determinare contributi dovuti dai singoli comuni ad Atb al fine di un'ulteriore riduzione degli aumenti delle tariffe del Trasporto pubblico locale - si legge in una nota di Palazzo Frizzoni -. La proposta regionale di un aumento del 10% è già stata contenuta dal Comune di Bergamo e da Atb nel limite del 6,01 %, e può essere ulteriormente e significativamente ridotta se gli altri Comuni si accolleranno, come ha fatto l'Amministrazione comunale di Bergamo, parte dei nuovi aumenti». Da qui la riconvocazione fissata per il 2 agosto della Consulta dei Sindaci dell'Area urbana per trovare una soluzione condivisa «al fine di evitare ulteriori tagli al servizio o aumenti tariffari».

fa.tinaglia

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