Gandola ai microfoni di Radio Alta
«Spettiniamo il potere ogni tanto»

«Spettiniamo il potere ogni tanto». Giorgio Gandola, dal 1° luglio direttore de «L'Eco di Bergamo», si è presentato così venerdì mattina ai tanti ascoltatori di Radio Alta nel corso della trasmissione «Colazione con Radio Alta».

«Spettiniamo il potere ogni tanto». Giorgio Gandola, dal 1° luglio direttore de «L'Eco di Bergamo», si è presentato così venerdì mattina ai tanti ascoltatori di Radio Alta nel corso della trasmissione «Colazione con Radio Alta» condotta da Teo Mangione.

Gandola ha parlato di un giornalismo che deve essere d'attacco: «Perché è nel Dna della nostra professione. Ho iniziato negli anni Ottanta con Idro Montanelli che mi ha dato l'imprinting decisivo. Intendo attacco in senso sportivo. Bisogna difendere il territorio e i cittadini, tentando di essere super partes e ricordandosi di tenere sempre in considerazione la propria coscienza e il codice penale».

Gandola vuole un giornale «che continui ad essere autorevole e credibile, che sia pertinente - e lo è già - ma anche impertinente, che si diverta ogni tanto a spettinare il potere. Una politica che ultimamente sembra non avere tra le sue priorità l'interesse dei cittadini, come dimostra la raffica di aumenti. Basti pensare al salasso della benzina in tempi di esodo per le vacanze».

«Siamo in un momento molto difficile e deve essere lo Stato a dare un esempio di sobrietà limitando gli sprechi invece di scaricare tutto sui cittadini. Noi dobbiamo avere un approccio onesto con i nostri lettori e dire le cose come stanno. La stampa è libera? È libera nella misura in cui sono liberi i giornalisti».

Gandola, che nel corso della trasmissione ha ricevuto la telefonata di Maurizio Belpietro, direttore di «Libero» e suo direttore a «il Giornale», ha parlato anche dello strettissimo rapporto che esiste tra L'Eco e il territorio («Il territorio cresce se cresce il giornale»), sottolineato che dirigere L'Eco è «come giocare in Champions League», aperto ai giovani («hanno passione e una professionalità altissima, sarebbe bello inserirne diversi nel nostro gruppo») e infine ha «abbracciato» l'augurio di Belpietro di raddoppiare le vendite: «Sarebbe un sogno».



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