Lunedì 08 Agosto 2011

Bergamo contro il papilloma virus
Vaccinazioni sopra la media regionale

È un male silenzioso, che uccide le donne, spesso anche in giovane età: a Bergamo e provincia ogni anno si registrano 45 nuovi casi di tumore maligno al collo dell'utero (rappresentano l'1,7% dei nuovi tumori diagnosticati annualmente tra le donne), e mediamente ogni anno si registrano 8 decessi per tumori maligni al collo dell'utero (ma questi decessi salgono a 27 l'anno, se si considerano anche i tumori all'utero definiti nas, ovvero non altrimenti specificati).

Sia l'incidenza dei nuovi casi sia il tasso di mortalità (a Bergamo è circa il 2,1% di tutti i decessi tumorali tra le donne) a Bergamo sono in linea con le percentuali del Nord Italia e, negli ultimi tempi, entrambi i dati sono in significativo decremento. Merito, spiegano i medici, della possibilità della diagnosi precoce (grazie al Pap test, che permette di «intercettare» sul nascere le cellule maligne, con un esame indolore e non invasivo), delle campagne di screening gratuito per le donne appartenenti ad alcune fasce d'età «a rischio» che vedono la Lombardia, e Bergamo, in prima fila come «buona prassi» sanitaria, ma anche, dato non trascurabile, dell'ampiezza di copertura vaccinale che dal 2008 si sta registrando tra la popolazione giovanissima femminile.

Infatti l'arma in più contro il tumore al collo dell'utero (che ha tra le cause determinanti l'hpv, il papilloma virus, che è un virus a Dna che si trasmette per via sessuale e si replica nelle cellule dell'epidermide) è un vaccino che ha la sua massima efficacia se praticato nell'età preadolescenziale. Per questo la Regione Lombardia dal 2008 ha attivato una campagna di vaccinazione, su base volontaria, nella fascia delle ragazzine tra gli 11 e i 12 anni non compiuti. Ebbene, se - e questi sono i dati ufficiali resi noti a metà giugno - nel 2009 si è vaccinato il 60% delle ragazzine lombarde che nel 2009 avevano 12 anni (un numero che supera la media nazionale che va dal 30 al 50%), Bergamo batte e di parecchio la media lombarda, visto che, stando alle cifre fornite dall'Asl (che, su mandato della Regione, offre dal 2008-2009 gratuitamente il vaccino alle ragazze nate a partire dall'anno 1997) nel 2009 la percentuale delle dodicenni vaccinate sfiora il 69% (per la prima dose di vaccino, che ha altri due richiami).

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo dell'8 agosto

fa.tinaglia

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