Ammontano a 157 milioni
i contenziosi sul nuovo ospedale

Molte domande ma poche novità nel corso dell'audizione del direttore generale degli Ospedali Riuniti di Bergamo, Carlo Nicora, davanti alla Commissione «Sanità» della Regione Lombardia. La vera novità riguarda i contenziosi aperti con le imprese.

Ammontano a 157 milioni i contenziosi sul nuovo ospedale

Molte domande ma poche novità nel corso dell'audizione del direttore generale degli Ospedali Riuniti di Bergamo, Carlo Nicora, davanti alla Commissione «Sanità» della Regione Lombardia.

Nicora ha ripercorso le diverse tappe della costruzione del nuovo ospedale, dalla scelta della località, ai finanziamenti fino ai problemi di infiltrazione d'acqua, ribadendo quanto già si sapeva.

In relazione ai lavori di realizzazione della trincea drenante la vigorosa falda acquifera che attraverso i sotterranei del nuovo ospedale, Nicora ha ribadito che si farà, proprio perchè lo scopo non è quello di tenere sotto controllo le infiltrazioni d'acqua che si registrano già oggi - ma il problema, dopo i lavori eseguiti dall'impresa, si è ridimensionato di molto tanto che delle 36 canaline di controllo solo 3 presentano segni acqua, e di queste tre, una soltanto regiostra un flusso di acqua pari a 3 litri al minuto - ma di tenere sotto controllo la stessa falda acquifera, dandole un «battente diverso» cui andare a far fronte.

Nicora ha anche ribadito che non intende accertare ora le eventuali responsabilità che rendono necessaria quest'opera: si perderebbe tempo prezioso in attesa di pronunciamenti che richiedono molti mesi di approfondimenti. «Ora paghiamo noi - ha detto Nicora - ma siccome esistono tutti gli strumenti per rivalersi sugli eventuali responsabili, assicuro fin da ora che se qualcuno dovrà pagare, pagherà».

La vera novità riguarda i contenziosi aperti con le imprese in relazione alle cosiddette «riserve». Aperta c'è una causa per complessivi 157 milioni che le imprese hanno chiesto alla azienda ospedaliera e che l'azienda ospedaliera non intende riconoscere, almeno di questa entità. Non essendo ancora giunti ad un accordo, la causa va avanti e la prossima udienza è fissata per il prossimo 25 ottobre.

Quanto alle polemiche sul costo complessivo del nuovo ospedale, Nicora ha ribadito che sarebbe più corretto tenere come cifra di partenza i 413 milioni e 900 mila euro, comprendenti anche i 73 milioni e 700 mila euro stanziati successivamente ai 340 milioni e 200 mila euro stabiliti dall'accordo di programma per la realizzazione del «Papa Giovanni».

Al termine dell'audizione, Nicora ha rilasciato la seguente diciarazione:
«L'audizione di oggi in Commissione Sanità è stata l'occasione per dare massima evidenza alle tappe e ai costi del nuovo ospedale di Bergamo, il più grande e il più complesso della Lombardia, con 320mila metri quadrati di superficie e una dotazione di 36 sale operatorie. Ho ribadito con tutti i dettagli quanto era già emerso la settimana scorsa nel corso dell'ispezione degli assessori Daniele Belotti e Marcello Raimondi e cioè che, dati alla mano, gli allarmismi sul nuovo ospedale sono infondati. Ci sono alcuni aspetti che stiamo monitorando con particolare attenzione – mi riferisco all'acqua meteorica, alle infiltrazioni e alle vetrate – e per i quali i tecnici hanno messo in campo soluzioni certe, alcune delle quali già realizzate, altre che prevedono un percorso che si sta comunque compiendo. In questo percorso rientra anche la Trincea, che consideriamo un'opera necessaria per risolvere in modo drastico e definitivo il problema delle infiltrazioni. Sui costi stiamo mantenendo un'attenzione molto alta e i numeri mostrati oggi dimostrano che non ci sono state lievitazioni abnormi. Occorre distinguere il costo dei due appalti edilizi e della concessione (i 340 milioni previsti dall'accordo di programma) dai recenti finanziamenti. Questi ultimi sono necessari per dotare il nuovo ospedale di arredi, alta tecnologia, apparecchiature informatiche e per alcune opere di completamento legate all'integrazione fra i diversi appalti e a modifiche sul progetto originario per adeguarsi ai nuovi standard. E' corretto che questi oggetti siano stati definiti e acquistati ora, a meno che qualcuno voglia sostenere che meglio sarebbe aprire con la tecnologia che si poteva prevedere nel 2000, all'epoca dell'accordo di programma, e che oggi risulterebbe evidentemente superata. Per quanto riguarda i tempi, attualmente sono in corso i collaudi tecnico amministrativi che si concluderanno entro dicembre. Da quella data potremo dire che davvero l'ospedale è nella nostra disponibilità e completarne l'allestimento. Stiamo lavorando con il massimo impegno per trasferirci entro il 2012 e mi preme ringraziare di questo tutti i miei collaboratori. La realizzazione del nuovo ospedale è un'opera complessa, basti pensare che stiamo parlando di una struttura da 7.200 locali. Per questo mal si presta a sbrigative semplificazioni che rischiano di gettare ombre su una realtà di cui tutti i cittadini lombardi devono andare orgogliosi. Voglio quindi ringraziare la Commissione Sanità di avermi dato la possibilità di illustrare in un intervento di oltre un'ora quale sia ad oggi la situazione del nuovo ospedale».

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