Giovedì 27 Ottobre 2011

Stranieri,un milione in Lombardia
L'11,3% è in terra Bergamasca

In Lombardia gli immigrati superano per la prima volta il milione: Secondo l'Istat, a fine 2010, erano 1.064.447, con un'incidenza del 10,7% sulla popolazione totale (a fronte del 7,5% a livello nazionale). Tenendo conto di quanti, pur essendo regolarmente presenti, non sono tuttavia iscritti in anagrafe, il Dossier Caritas/Migrantes stima l'entità complessiva degli immigrati in Lombardia in 1.157.000 unità.

E un neonato su tre è figlio di uno straniero. Il direttore della Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo sostiene che «la legge sulla nazionalità per via ereditaria non è più adeguata. Bisogna riformarla. Occorre investire nella mediazione culturale a scuola».

Il XXI Dossier Immigrazione 2011 è stato presentato a Milano. Dice che la crescita è dovuta sia ai nuovi ingressi sia, in maniera significativa, alle nascite. Nelle scuole il numero di iscritti stranieri continua a salire, seppure meno che in passato. Sul fronte lavorativo, si conferma come lo scorso anno una diminuzione degli immigrati occupati e, per la prima volta, calano le rimesse, in modo più evidente proprio in Lombardia.

Segno che la crisi economica colpisce gli stranieri, ma non li scoraggia a cercare nella regione più produttiva del Paese nuove opportunità.

Come sempre, le province dove si concentra il maggior numero di iscritti stranieri alle anagrafi dopo Milano (35,9% del totale regionale) sono Brescia (16,0%), Bergamo (11,3%), Varese (6,7%), Monza (6,0%), Mantova e Pavia a pari merito (5,0%). La provincia di Sondrio è quella con il minor numero di stranieri (0,8%).

Se si esamina, invece, l'incidenza degli stranieri sul totale della popolazione residente si nota come Brescia sia la provincia in Lombardia con l'incidenza maggiore (13,6%), seguita da Pavia (12,8%), Como (12,1%), Mantova (11,1%) e Milano (11,0%).

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale di questi lavoratori nati all'estero, si osserva che essi si concentrano, come gli scorsi anni, nei principali bacini occupazionali della regione: Milano (51,6%), Brescia (14,8%) e Bergamo (10,0%).

La ripartizione degli occupati per comparto lavorativo e territorio mostra che gli immigrati sono impiegati soprattutto nel ramo delle costruzioni in sei province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Pavia e Varese) su undici; in provincia di Lecco l'attività si concentra soprattutto nell'industria dei metalli e a Mantova in quella tessile. A Milano gli occupati nati all'estero si dedicano specialmente ai servizi alle imprese. Infine a Como e Sondrio l'attività principale è quella in alberghi e ristoranti.

Non stupisce che le province dove si registra il più elevato numero di infortuni siano quelle con la più alta densità occupazionale, cioè Milano (31,4%), Brescia (16,3%) e Bergamo (13,3%).

Su L'Eco di Bergamo del 28 ottobre due pagine sull'immigrazione in terra bergamasca

r.clemente

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