Giovedì 03 Novembre 2011

Pietro Vertova lascia Palafrizzoni:
«Distanza incolmabile dal popolo»

«Bye Bye Palazzo Frizzoni». Il consigliere Pietro Vertova (indipendente dei Verdi) ha deciso di lasciare Palazzo Frizzoni: «Mi dimetto dal ruolo di consigliere comunale di Bergamo. I motivi sono plurimi e di natura politico-esistenziale».

In una lettera inviata alla stampa spiega che «l'interpetazione del ruolo di consigliere comunale "al servizio del popolo" non è più possibile perchè esiste ormai una distanza incolmabile tra popolo e istituzioni. Penso a me stesso: sono nato nel 1977 da una famiglia della media-borghesia bergamasca, i miei genitori sono cristiani e di sinistra, i miei nonni erano antifascisti».

E prosegue: «Risultato a 24 anni: vado a manifestare contro il G8 di Genova con l'allora "Bergamo Social Forum" e si scatena una violenza istituzionale pesantissima e "ambigua". Carlo Giuliani - dopo aver visto una pistola puntata dalla camionetta dei carabinieri verso i manifestanti - alza un estintore rosso e viene ucciso. Rimaniamo sotto shock».
 
«Risultato a 34 anni: sono ricercatore universitario ma faccio fatica ad arrivare alla fine del mese, mi sento importente e frustrato dalla degenerazione della politica, non vedo un futuro possibile, non riesco più nemmeno a pensare a Dio».

E Vertova aggiunge: «In città si soffre: ci si impoverisce, i diritti vengono meno, il disordine simbolico è altissimo rivelandosi anche nelle relazioni di genere e nella irrequietezza dei bambini. A Palazzo Frizzoni, nel frattempo, il centrosinistra non è più in grado di fornire un linguaggio e un progetto alternativo, rischiando peraltro di essere completamente eterodiretto da Roma e/o da Milano».

«Infine - conclude - penso che il segno più emblematico dell'evoluzione dei poteri in questa città sia stato il seguente: la "Medaglia d'oro" data dal Comune di Bergamo al "grande vecchio fascista" Mirko Tremaglia.
Bye bye Palazzo Frizzoni».

r.clemente

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