Venerdì 04 Novembre 2011

Cromo nella falda acquifera
A Ciserano la barriera idraulica

L'acqua inquinata dal cromo esavalente verrà aspirata dalla falda acquifera e scaricata in una roggia di superficie. Questo quando deciso mercoledì dalla conferenza dei servizi in cui Arpa, Asl, Provincia e Regione hanno dato il via libera al progetto della barriera idraulica prevista a Ciserano in via Solferino. Barriera che dovrà impedire che il cromo VI dalla zona industriale di Zingonia continui a defluire verso il trevigliese. Il pozzo e i due piezometri attraverso i quali verrà aspirata l'acqua ci sono già.

Al Comune di Ciserano la Regione ha stanziato i 500.000 euro per attrezzarli con i necessari impianti di aspirazione. Sembra quindi arrivato finalmente il momento in cui la bonifica della falda acquifera potrà iniziare. Ora il Comune dovrà solo scegliere la ditta che si occuperà dell'intervento. «La previsione – afferma l'assessore al Territorio di Ciserano, Natale Zucchetti – è che si inizi a aspirare l'acqua entro la fine del mese».

Ma perché aspirare l'acqua inquinata dalla falda acquifera per poi scaricarla in una roggia? «Si tratta di un intervento d'urgenza – spiega ancora Zucchetti –. La priorità ora è estrarre il cromo VI dalla falda acquifera per evitare qualsiasi rischio che possa arrivare alla profondità in cui pescano i pozzi pubblici». Essendo un intervento di urgenza verrà fatto solo per i prossimi sei mesi durante i quali i campi coltivati non verranno irrigati con l'acqua delle rogge. La legge comunque consente di scaricare in superficie acqua inquinata da cromo VI purché la sua concentrazione sia inferiore ai 200 microgrammi al litro: «Per maggiore precauzione – fa sapere ancora l'assessore – nell'ultima conferenza dei servizi si è deciso che in questo caso dovrà sempre rimanere sotto i 150 microgrammi». L'acqua inquinata, poi, una volta scaricata, si diluirà con quella che già scorre nella roggia e quindi la concentrazione di cromo VI al suo interno dovrebbe ulteriormente diminuire.

e.roncalli

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