Giovedì 10 Novembre 2011

Governo d'emergenza o elezioni?
Riva (Pd): «La vera sfida è adesso»

Un esecutivo guidato dall'economista Monti? Un governo d'emergenza? Elezioni subito? Dopo l'annuncio delle dimissioni di Berlusconi, si susseguono gli interrogativi su quanto ora accadrà.

Gabriele Riva, segretario provinciale Pd Bergamo chiama a raccolta i militanti del Partito Democratico che «deve da subito tenere fede alle sue ragioni fondanti: deve quindi essere il partito dei riformismi del ventunesimo secolo»

Riva riassume gli eventi degli ultimi mesi: l'uscita di Fini, una maggioranza «impegnata a contarsi ogni giorno più che a contare sulla scena nazionale e internazionale», una opposizione «criticata dai media per le continue richieste di dimissioni rivolte al premier».

«Il tutto nella fase più acuta di una crisi epocale che ha messo in ginocchio il mondo e ci ha relegato a fanalino di coda dell'Europa al pari della Grecia. Quel “mi rendo conto che non ci sono più le condizioni…” sibilato dopo il cabalistico 308 sul tabellone della camera è il segno di chi non si è voluto rendere conto di quanto stava succedendo fino alla fine, tenendo ingessata una situazione che solo con il suo passo indietro (o “di lato” come qualche lungimirante politico ha definito…) si è potuta sbloccare».

«La vera sfida però comincia adesso - afferma Riva -. E non parlo solo delle difficoltà contingenti di questa fase concitata: quali saranno i contenuti del maxiemendamento che Berlusconi ha chiesto di approvare prima di dimettersi? Quale maggioranza voterà questo testo? Ci saranno le condizioni per un governo tecnico come auspicato da tanti o l'orizzonte a breve termine sono nuove elezioni? Tutte domande decisive per le sorti del nostro paese ma la vera sfida a cui mi riferisco è la sfida culturale e politica del dopo Berlusconi».

«Silvio Berlusconi è stato nello stesso tempo causa ed effetto - sottolinea Riva - di un modo nuovo, e dal mio punto di vista chiaramente degradante, di intendere la società e la politica in questi ultimi vent'anni. La sfida è allora quella di un centrodestra che, perso il proprio talismano, dovrà dimostrare di essere in grado di inserirsi definitivamente nella cornice delle destre europee, nella quale senza facile ironia il Berlusconismo si inquadrava a fatica. La sfida è allora quella della Lega che perde il proprio principale punto di riferimento, colui che le ha consentito di essere da forza d'opposizione territoriale determinante forza di Governo, che ora dovrà decidere prima che glielo dicano gli elettori cosa vuole fare da grande. Ma la sfida è soprattutto quella di un centrosinistra che, volente o nolente, ha vissuto questi anni difficili in una logica di contrapposizione rispetto all'ingombrante figura di Berlusconi e viene quindi a perdere seppure in negativo un riferimento importante nella propria azione politica».

e.roncalli

© riproduzione riservata