L'operaio morto a Casazza
Folla commossa ai funerali

Al santuario della Basella di Urgnano sono stati celebrati i funerali di Emilio Moroni, l'operaio 62enne di Urgnano morto sabato a Casazza nel cantiere della casa di riposo-centro diurno in corso di costruzione. Moroni era stato colpito da un cassone caduto da un'altezza di due metri.

Al santuario della Basella di Urgnano sono stati celebrati i funerali di Emilio Moroni, l'operaio 62enne di Urgnano morto sabato a Casazza nel cantiere della casa di riposo-centro diurno in corso di costruzione. Moroni era stato colpito da un cassone, che lui stesso aveva agganciato a una fune per essere sollevato dalla gru, sganciatosi all'improvviso e caduto da un'altezza di circa due metri.

Il feretro, arrivato direttamente dalla camera mortuaria dei Riuniti di Bergamo, è stata accolta dalla folla sul sagrato del santuario: cassa di legno chiara, cuscino di gigli e rose bianche. Tanta commozione e partecipazione. Moroni ha lasciato la moglie Maria e quattro figli, Flavio, Marzia, Gensy e Francesca.

A presiedere la funzione il padre passionista Giuseppe Cortesi, vicario della frazione della Basella, lo zio del defunto, don Romano Terzi, sacerdote di Urgnano in pensione e parroco emerito di Lurano, e monsignor Lucio Carminati, presidente della Fondazione Piccinelli di Scanzorosciate, proprietaria della casa di riposo di Casazza.

Nella sua omelia, padre Cortesi ha sottolineato: «Oggi Emilio ci ricorda i nostri limiti e che abbiamo bisogno degli altri facendoci sentire più uniti. Questa tragedia può essere vista come una benedizione se ci aiuta a ricominciare insieme».







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