Domenica 20 Novembre 2011

Ici, no di Seriate e Treviglio
I sindaci: momento sbagliato

Il ripristino del pagamento dell'Ici per la prima casa non trova il benestare dei sindaci dei grandi Comuni della Bergamasca. Preoccupati per i problemi che questo comporterà ai residenti, già pressati dalla morsa della crisi.

E anche se tra il ritorno dell'Ici e l'aumento dell'Irpef c'è chi preferisce la prima soluzione, la speranza è che questa imposta sia compensata da una progressiva detassazione – su altri settori – per i cittadini.


Silvana Santisi Saita, primo cittadino di Seriate, ha manifestato contrarietà per la reintroduzione dell'Ici: «Sono preoccupata – ha affermato – perché sarà un problema per le famiglie, non si può dimenticare che molte persone hanno perso il lavoro a causa di questo periodo di crisi».

Il sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni ha ricordato che l'abolizione dell'Ici in passato è stata graduale. Sulla sua reintroduzione si è detto «d'accordo con la collega Saita, questo non è il momento di introdurre nuove tasse per i cittadini». La definizione dell'Ici come tassa federalista è uno dei punti condivisi tra tutti i sindaci interpellati.

Luca Carrara, che guida l'amministrazione di Albino, ha ricordato che «nessuno è contento di pagarla, ma tra l'Irpef e l'Ici preferisco che il governo agisca sull'Ici».

Il sindaco di Romano di Lombardia Michele Lamera ha rilevato che la reintroduzione dell'Ici dà respiro ai Comuni che utilizzano i fondi per offrire servizi. Quindi, i residenti possono vedere nel concreto come sono spesi i soldi delle tasse, e quindi i risultati tangibili dei loro sforzi. Però «mi preoccupa che la reintroduzione dell'Ici non sia accompagnata da una progressiva detassazione per i cittadini».

r.clemente

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