Legambiente, lo sviluppo
non si misura in chilometri d'asfalto

«Non serve la demagogia , occorre intervenire per fermare la svendita del territorio». Così Legambiente Lombardia interviene per contestare le scelte del Comune di Caravaggio «perchè lo sviluppo non si misura in kilometri d'asfalto».

«Non serve la demagogia , occorre intervenire per fermare la svendita del territorio». Così Legambiente interviene per contestare «la confusione generata dalle dichiarazioni del sindaco Previdini e di alcuni esponenti della sua giunta in merito allo sviluppo di Caravaggio prodotto dalle nuove infrastrutture».

Una «confusione» che per Legambiente «rende a nostro avviso necessaria qualche precisazione, perchè lo sviluppo non si misura in kilometri d'asfalto».

Ecco il testo del documento diffuso da Patrizio Dolcini, componente del direttivo regionale di Legambiente Lombardia

«Partiamo dalla questione dei nuovi autogrill , descritti come volano del futuro occupazionale di Caravaggio. La Brebemi porterà due  autogrill nella zona di Vidalengo. Avranno una superficie totale di circa 15 mila metri quadrati. La maggior parte delle aziende agricole presenti sul territorio interessato da BreBeMi  avranno i loro terreni interessati in parte dalle opere connesse alla BreBeMi stessa, ed in più buona parte delle stesse aziende avrà i terreni separati fisicamente dalla stessa autostrada. Una parte di queste sarà costretta a chiudere se non interverranno opere e misure di compensazione adeguate.

Una stazione di servizio, calcolando i vari turni, può arrivare ad occupare fino a 20 lavoratori turnisti. Una stazione di servizio non offre possibilità di sviluppo oltre a quelle inizialmente previste. Una azienda agricola se supportata ed orientata adeguatamente può produrre sviluppo ed occupazione.

Il sindaco sostiene che gli autogrill vanno accettati perché porteranno occupazione. L'unica occupazione che vediamo, considerando il saldo con le attività agricole che verranno ad esser limitate o chiuse, è l'ulteriore consumo del suolo.

Il sindaco accusa chi difende il territorio di fare scelte ideologiche. L'unica scelta ideologica che vediamo è la sua, che continua a considerare lo sviluppo in kilometri d'asfalto.

Altra questione: l'autoparco.  Il sindaco sostiene che l'Autoparco – oltre 110.000 metri quadri -  non si farà , se gli abitanti di Masano direttamente parte in causa vi si opporranno. Nel frattempo però vincola i terreni comunali destinati all'autoparco, conferma l'inserimento nel Pgt e spinge perché sia inserita l'opera nel Ptcp. Ricorda inoltre ai cittadini di Masano, che se rifiuteranno l'autoparco, non ci saranno investimenti per la frazione. Se il sindaco avesse voglia di tener in conto l'opinione negativa più volte espressa dai cittadini di Masano, farebbe a meno di ricorrere a pressioni e mistificazioni e toglierebbe da subito l'opera dal Pgt. Il resto sono parole.

Dovrebbe anche spiegare a chi e a cosa serve questa opera, visto che ad oggi per tutti – forse sindaco compreso – resta un mistero .

Per quanto riguarda Legambiente, giova ricordare al sindaco che essendo una associazione libera da vincoli ideologici o partitici, non risulta per nulla strano che si riconosca nel merito con attestazioni annesse il buon risultato della raccolta differenziata o il buon lavoro svolto nel settore dell'educazione ambientale e si contesti il suo operato quando presenta un Pgt con un consumo del suolo inaccettabile. Non si meravigli quindi pubblicamente di questo , come accaduto a Masano.

Ci auguriamo piuttosto che si entri nel merito delle scelte che stanno avvenendo , evitando di dare per scontato che il miglior modo di far cassa è quello di svendere il territorio».

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