Martedì 22 Novembre 2011

Bergamo scrive al neo ministro:
«Ci servono più forze dell'ordine»

Destinatario: Anna Maria Cancellieri, neo ministro degli interni nel Governo Monti. Mittente: il Consiglio comunale di Bergamo. Oggetto: integrazione delle forze dell'ordine sul territorio bergamasco. Una richiesta che ieri sera, in Consiglio comunale, ha trovato tutti d'accordo: unanimità - con l'unica eccezione dell'astenuto Fausto Amorino, subentrato ieri al collega dimissionario Pietro Vertova – e busta già affrancata per Roma.

L'urgenza è legata (anche) ai recentissimi episodi in via Paglia dove l'altra notte sono state danneggiate numerose auto e alle conseguenti dichiarazioni del sindacato di polizia secondo cui «il numero delle pattuglie in centro negli ultimi dieci anni sarebbe dimezzato».

È stato il Pd a prendere la palla al balzo e a presentare l'ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi consiliari. Anche perché il momento potrebbe rivelarsi propizio: Anna Maria Cancellieri un po' «bergamasca» lo è, avendo ricoperto la carica di prefetto proprio nella nostra città tra il 1996 e il 2000. «Non vogliamo tirare la giacchetta al ministro – ha spiegato il capogruppo Elena Carnevali - ma ci auguriamo che quanto meno arrivi una risposta. Cosa che, negli anni scorsi, non è mai accaduto, nonostante la pianta organica della Questura di Bergamo sia ferma al 1989 e la provincia disponga di 14 ogni operatori delle forze dell'ordine ogni 10 mila abitanti a fronte di una media regionale pari a 26». L'ordine del giorno sarà trasmesso anche ai deputati bergamaschi»

Tutti d'accordo anche sulla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: l'ordine del giorno – presentato dalla leghista Luisa Pecce – ha ottenuto l'unanimità. Un'unanimità che, invece, è svanita sugli immigrati. Dopo una lunga discussione, con tanto di sospensione, l'ordine del giorno con cui la minoranza proponeva l'adesione alla campagna «italianosonoanch'io» (finalizzata alla raccolta di firme per i due progetti di legge riguardanti l'estensione del diritto di voto amministrativo agli immigrati e la riforma della legge sulla cittadinanza) è stato bocciato dalla maggioranza.

Stessa sorte per il documento con cui Nadia Ghisalberti (Lista Bruni) invitava il sindaco a informare i figli di genitori stranieri sulle possibilità di acquisire la cittadinanza italiana al compimento del 18° anno d'età: minoranza a favore, maggioranza contro.

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a.ceresoli

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