Martedì 22 Novembre 2011

L'avventura del centralinista cieco
Libro sulla traversata del deserto

Per lei era «solo» la sua settima impresa nel deserto. Per Fabio no, quella era la prova della vita. Lasciare moglie e affetti a casa, il lavoro di centralinista all'ospedale di Trescore e via, partire per attraversare dune impervie. Lui e Carla, soli.

È il 10 novembre 2008 quando Fabio Pasinetti, non vedente di Cenate Sotto e Carla Perrotti, documentarista conosciuta come «la donna dei deserti», partono dall'aeroporto di Malpensa alla volta del Cairo per scoprire «Nuove frontiere», come recita il nome dato all'impresa.

Esattamente tre anni dopo, il 10 novembre scorso, i due si sono dati appuntamento all'Istituto dei ciechi di Milano per presentare il frutto di quell'avventura durata 18 giorni, il libro scritto a quattro mani, «Lo sguardo oltre le dune», edito da Corbaccio.

«Un diario a due voci scritto con la mente e col cuore», recita il sottotitolo, un libro che si legge tutto d'un fiato e racconta 250 chilometri di sabbia e di comunione con la natura, paure e imprevisti, come la volpe arrivata di soppiatto alla tenda per mangiare qualcosa dalle mani di Fabio, proprio l'ultimo giorno. Duecentocinquanta pagine e oltre che aiutano a capire come i limiti, spesso, siamo noi a porceli, perché il «no limits» è fatto per essere superato.

Come un deserto per un cieco. «La scommessa e il mio più grande interrogativo era riuscire a portare un non vedente in mezzo al deserto - spiega Carla Perrotti -, cosa mai successa prima. l'idea mi era venuta nel 1998, ero nel deserto cinese del Taklimakan».

All'inizio deve convincere anzitutto Oriana, la moglie di Fabio, cieca pure lei, «ma dopo il nostro primo incontro si era ricreduta, aveva fatto sua questa avventura». Partono insieme il 10 novembre, il 13 muovono i primi passi sulla sabbia, soli. La prova di aver vinto la sua scommessa arriva presto, dopo una settimana di cammino. Carla si allontana dal suo compagno di viaggio, si stende sulla sabbia nel silenzio, si lascia avvolgere «dal deserto che tanto amo», scrive a pagina 166.

Quando torna e Fabio le chiede dove sia andata, lei decide di dirgli la verità: «Sono andata a parlare con il deserto, avevo bisogno di restare un po' da sola con lui». E poi aggiunge: «Ora anche lui fa parte di questo luogo - scrive nel libro -, sta imparando a conoscerlo e ormai sappiamo comunicare usando lo stesso linguaggio».

Una sfida di testa, più che di gambe. A quelle Fabio era già abituato: dopo aver praticato tandem, sci nordico e alpinismo, da tempo bazzicava nel mondo delle maratone. Solo che se lo cerchi nelle foto, lo trovi sempre con una mano occupata a tenere il cordino: lo «lega» al suo compagno di corsa. Si chiama guida, e anche Carla era la sua guida nel deserto, ma se glielo chiedi oggi, non pare esserne poi così convinta.

«Nel libro ci sono passaggi in cui Fabio descrive talmente bene le dune - anticipa Carla - che ti chiedi se davvero non veda. Inoltre Fabio più volte mi ha dato forza, ci siamo presi cura l'uno dell'altra, abbiamo condiviso le emozioni e i problemi del viaggio, vesciche ai piedi comprese». E insieme, provati, ma con una gioia immensa, alle 14,18 del 28 novembre 2008 hanno raggiunto Dakhla, la meta.

Naturale, per Carla Perrotti, imprimere questa sua nuova esperienza in un libro. L'aveva già fatto in «Deserti», 10 edizioni e 20.000 copie vendute, e «Silenzi di sabbia». Ora l'ultimo nato: «È stato come rifare tutto il percorso. È meraviglioso perché mentre scrivi ti vengono in mente i momenti particolari del viaggio, ciò che io e Fabio ci siamo detti, le emozioni».

Tornato a casa, anche Fabio non si è sottratto alla fatica di scrivere il libro. «Fin dal primo incontro con Carla mi ero segnato tutto - spiega -. Nel deserto avevo un registratore vocale e lì ho impresso i miei racconti e le mie emozioni». Soddisfatto del libro? «Mi ritengo un dilettante - si schermisce -, anche se l'editore ci ha creduto». Tanto da affidargli un'ultima fatica: la registrazione de «Lo sguardo oltre le dune» in formato audiolibro.

«Una fatica immane per chi non può leggere - confessa Pasinetti -: ascoltavo in cuffia il testo e lo ripetevo». Sarà pronto per il 25 novembre, quando Fabio e Carla Perrotti saranno a Cenate Sotto per la presentazione «in casa» dell'opera. Una serata pensata anche per ringraziare i tanti supporter che hanno fatto il tifo per il centralinista dell'ospedale, finito nel deserto «non per caso».
Marta Todeschini

m.sanfilippo

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