Domenica 27 Novembre 2011

Medici in visita al nuovo ospedale:
non vediamo l'ora di lavorare qui

«E ora facciamo tutti il tifo perché si entri prima possibile: non sarà solo un ospedale nuovo nella struttura architettonica, ma rivoluzionario nella tecnologia, al servizio del malato». Un coro unanime da medici, infermieri, tecnici, dipendenti degli Ospedali Riuniti di Bergamo che sabato 26 novembre hanno partecipato alle visite guidate: su 4.000 dipendenti quasi 600 scaglionati in gruppi a ore differenti (molti altri comunque avevano già «anticipato» la visita in sopralluoghi tecnici, altri parteciperanno ad appuntamenti nei prossimi giorni).

Un open day che ha anticipato le porte aperte alla cittadinanza di domenica (dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17): sabato il percorso riservato ai tecnici ha permesso di vedere l'hospital street, i sotterranei di una delle torri (la 6, dove sarà ospitato il Dipartimento di Cardiochirurgia), il sistema di rete per il trasporto leggero e pesante dei materiali, per risalire poi alla piastra tecnologica che ospita dalla diagnostica all'Emodinamica, dal pronto soccorso alle sale operatorie, per poi salire in torre 1, nell'area degenze (capienza massima 1.200 posti) al 3° piano di Ostetricia e ginecologia dove è già stata posizionata gran parte degli arredi delle camere, delle aree infermieristiche e mediche, per poi scendere dalla parte opposta dell'hospital street.

Ad accompagnare i visitatori, sia sabato sia oggi, medici, infermieri e personale dell'ospedale. Sabato, come cicerone, anche il direttore generale Carlo Nicora, che ha voluto fare una sosta anche davanti a una delle 40 canaline installate per tenere sotto controllo le infiltrazioni nei sotterranei, in attesa della realizzazione della trincea drenante per abbassare la falda acquifera che insiste sotto l'ospedale, opera prevista completata entro aprile 2012.

«Ho visitato più volte l'opera: una struttura bellissima, non vedo l'ora di entrare», ha commentato al telefono Claudio Arici, responsabile del Pronto soccorso mentre Roberto Trevisan, direttore dell'Unità di Diabetologia, che sarà oggi in visita con i cittadini aggiunge: «Una grande occasione anche per adeguare noi medici a un nuovo approccio di confronto. Una sfida difficile ma entusiasmante».

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m.sanfilippo

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