Venerdì 16 Dicembre 2011

«Abbracciamo la scuola»:
9 appuntamenti con la Cisl

Abbracciamo la scuola: è il titolo dato all'iniziativa della Cisl di Bergamo per difendere il sistema formativo. D'Acunzo: “In pochi anni nessuna riforma e tagli per oltre 8 miliardi. La scuola va risarcita”

«In un periodo di crisi come questa, nessuno ha visto la necessità di parlare della scuola, per trovare risorse necessario al suo sviluppo». Vincenzo d'Acunzo sintetizza in questo modo il momento politico che stiamo vivendo e che spinge la sua organizzazione, la Cisl Scuola di Bergamo a rinnovare e rinforzare il proprio impegno a favore di un sistema di formazione degno di tal nome e di tale compito.

«In questo momento – continua il segretario generale bergamasco - è fondamentale comprendere che non si esce dalla crisi se non si investe sulla formazione, se non si riconosce il valore centrale del personale della scuola».
 
La Cisl Scuola prosegue nella sua campagna che vuole mettere a fuoco il protagonismo di docenti e non docenti che stanno subendo scelte che rischiano di emarginare il sistema educativo e formativo.

Per questo il gruppo dirigente del sindacato incontrerà, sabato 17 dicembre le Rsu e i delegati della scuola, all'oratorio di Celadina, per l'iniziativa «Abbracciamo la Scuola», con la quale «vogliamo consolidare l'idea di rete con le istituzioni rappresentative di tutti i cittadini. Vogliamo difendere insieme una società impoverita  dei suoi diritti sanciti dalla Costituzione».

Da qui partirà un percorso che in nove incontri toccherà tutti i distretti scolastici della provincia, con l'obiettivo di «stimolare la coscienza collettiva per trasformare la giusta indignazione in prassi operativa e condivisa».

«Attraverso la nostra iniziativa – ha detto D'Acunzo nella conferenza stampa di presentazione – vogliamo ricordare che non si esce dalla crisi senza pensare allo sviluppo, ai giovani e quindi alla formazione. Il nostro territorio, come altri, ha estremamente bisogno di percorsi formativi funzionali a sviluppare competenze volte all'innovazione, ma per raggiungere quest'obiettivo occorre investire in formazione. D'altronde in questi ultimi tempi, non c'è stata alcuna riforma, solo tagli lineari per oltre 8 miliardi, che hanno finito per degradare il sistema formativo. È questa la scuola che dovrebbe garantire i diritti di cittadinanza e le competenze adeguate a vivere in una società complessa? La scuola italiana ha bisogno di voltare pagina e di essere risarcita dei pesanti tagli subiti».

r.clemente

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