Giovedì 29 Dicembre 2011

Polenta bergamasca a rischio imitazione
La Coldiretti contro i «taroccamenti»

In inglese si chiama «uniqueness», ovvero unicità, quel certo non so che in grado di rendere un prodotto inimitabile. E allora giù le mani dalla polenta, o almeno dai tentativi di «taroccamento» del tipico prodotto bergamasco, che negli Stati Uniti, e in particolare in California, deve fare i conti con delle «brutte copie».

Si tratta di imitazioni a cui la Coldiretti di Bergamo non concede sconti. Dopo la recente approvazione da parte della Camera di Commercio di un ordine del giorno a sostegno del vero Made in Italy, la Coldiretti invita il presidente della Provincia Ettore Pirovano e i sindaci dei Comuni bergamaschi ad «aderire alla mobilitazione contro quelle iniziative che finanziano e sostengono all'estero attività di commercializzazione di prodotti agroalimentari con nomi italiani, realizzati però con materie prime straniere, con grave danno per l'agricoltura del nostro Paese».

«Ciò che vogliamo contrastare - sottolinea il direttore della Coldiretti di Bergamo Lorenzo Cusimano - è un'azione sleale nei confronti dei nostri agricoltori che con il loro lavoro hanno saputo costruire un patrimonio che tutto il mondo ci invidia, ma è anche un affronto al Paese che in questo momento di difficoltà deve puntare sulle sue eccellenze e non svilirle».

«La diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all'immagine della produzione agroalimentare nazionale ed è un raggiro per i consumatori che non vengono messi in condizione di scegliere in modo consapevole. Già diversi sindaci hanno sostenuto la nostra campagna facendo approvare Il nostro Ordine del Giorno, ci aspettiamo che il loro numero aumenti in modo da dare forza e incisività alla battaglia che abbiamo intrapreso per sostenere la nostra economia e il nostro territorio».

m.sanfilippo

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