Giovedì 05 Gennaio 2012

Uniacque, appello ai soci
«Situazione finanziaria pesante»

Uniacque rischia di finire gambe all'aria? L'avventura della società per la gestione (quasi) unica del sistema idrico integrato provinciale non è al capolinea, ma l'appello sembra quasi al salvataggio. «La situazione finanziaria è pesante», scrive nero su bianco in una lettera ai soci (Provincia e Comuni) l'amministratore delegato Antonio Pezzotta, annunciando al più presto la convocazione di un'assemblea.

All'ordine del giorno mali (scarsa liquidità e conseguente impossibilità di fare gli investimenti sulle reti; nonché accesso negato al credito ed esposizione con le banche; contenziosi con le società che si oppongono all'aggregazione) e rimedi. A pochi giorni dall'ultima acquisizione, quella di Bas Sii (che gestiva l'acqua in 34 comuni, capoluogo compreso) da A2A per 23,5 milioni di euro.

E a farne le spese potrebbero essere proprio gli enti locali (sono 223 in tutto, esclusa l'area ex Bas Sii) - che partecipano alla società proprio per razionalizzare ed economicizzare i costi di acquedotti e fognature - e i cittadini, con eventuali ritocchi alle tariffe.

Si parte dal presupposto che «Uniacque è stata inizialmente dotata di un capitale sociale di 120 mila euro, assolutamente insufficiente per gestire un fatturato di 100 milioni di euro e realizzare, nei 30 anni di affidamento, investimenti complessivi per 800 milioni di euro».

Da qui, scrive Pezzotta, «è facile comprendere come una società costituita dal nulla, senza patrimonio ma già appesantita da una serie di debiti e impegni, quali i 90 milioni di mutui da rimborsare ai Comuni e i 50 milioni da versare per l'acquisto delle varie società, si trovi oggi in una pesante situazione finanziaria».

Da qui una serie di «proposte strategiche» che i nuovi amministratori della società (in carica dal luglio scorso, dopo lo spoil system voluto dalla Provincia versione Pirovano) intendono presentare ai soci «per condividerle e migliorare la situazione economica per poter raggiungere gli obiettivi prefissati». In primis, «la diluizione, con piani di rateizzazione concordati, dei pagamenti per quanto concerne gli importi dovuti ai Comuni per il rimborso delle rate di ammortamento dei mutui contratti negli anni precedenti».

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m.sanfilippo

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