Giovedì 05 Gennaio 2012

Pesante effetto manovra
Congelate 50 mila pensioni

Cinquantamila pensionati bergamaschi non riceveranno l'adeguamento delle pensioni per gli anni 2012 e 2013. L'allarme lo lancia la Fnp Cisl bergamasca che in una Consulta provinciale di fine 2011 ha approvato un duro ordine del giorno per esprimere preoccupazione e contrarietà alla manovra del governo Monti e alle ricadute sul mondo dei pensionati, indirizzandolo alla Cisl nazionale con l'invito alla mobilitazione.

La manovra prevede, tra l'altro, che dal primo gennaio di quest'anno venga bloccata l'indicizzazione della pensione a coloro che percepiscono un assegno superiore a 1.405 euro mensili lorde. «Tradotto» nella Bergamasca - secondo i conti della Fnp Cisl - vuol dire che circa 15.000 pensionati avranno una penalizzazione di 500 euro all'anno, altri 15.000 una penalizzazione di 600 euro, altri 10.000 di 700 euro. Infine, oltre 10.000 pensionati avranno una penalizzazione da 700 a 1.000 euro all'anno. Si tratta di penalizzazioni che rimarranno in vigore per sempre e non saranno recuperate.

Ancora la Fnp ricorda che dati Censis precisano come il potere d'acquisto dei pensionati abbia subito una riduzione del 33-34% da quando, nel lontano 1992, alle pensioni non si applica la dinamica salariale, ma solo l'inflazione programmata. Danno su danno. E i pensionati della Cisl considerano dunque complessivamente la manovra «pesante e iniqua».

«La manovra Monti - ha affermato il segretario provinciale della Fnp Cisl, Fausto Gritti - dice di chiedere sacrifici agli italiani. Per i pensionati che io rappresento, però, quello richiesto non è un sacrificio ma si tratta di costi pesanti che per molti anziani significano l'avvicinamento alla soglia della povertà. L'introduzione della tassa Imu, l'aumento dell'Iva, l'aumento dell'addizionale regionale e comunale, l'aumento delle accise sulla benzina ed altre tasse...: tutto questo si può quantificare in un carico di circa 700, 1.000 euro all'anno per i pensionati. Ebbene, l'adeguamento delle pensioni dal primo gennaio, per chi ne ha diritto, non supera invece i 300, 500 euro all'anno. Quindi la pensione perderà di ulteriore valore sul costo della vita».

Leggi di su L'Eco di giovedì 5 gennaio

m.sanfilippo

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