Martedì 10 Gennaio 2012

«El Pais»: Bossi razzista
È uno spot anti-Bergamo

L'eco dell'ultimo comizio di Umberto Bossi ad Albino ha superato le Alpi, ha scavalcato i Pirenei e rischia di fare il giro d'Europa. «El Pais», il Corriere della Sera spagnolo, gli ha dedicato una pagina additandolo come esempio del populismo razzista e xenofobo che si agita nella pancia del Vecchio Continente.

Anche il sindaco Tentorio (l'alcalde de Bérgamo) è finito nei titoli, responsabile - si ricorda - del divieto di apertura di ristoranti etnici in Città Alta. Ce n'è anche per Alzano Lombardo, dove - si spiega - solo le giovani coppie italiane possono accedere alle agevolazioni per la casa.

Al netto della traduzione, s'impone un distinguo. L'accenno alla famigerata norma anti-kebab è un tantino impreciso. La direttiva è regionale e consente ai Comuni lombardi di fissare dei paletti all'apertura di esercizi commerciali «in zone aventi valore storico e artistico di pregio» per salvaguardare «l'ambiente originario quale testimonianza della cultura locale».

Ad Alzano, invece, il requisito della cittadinanza è già stato sostituito da due anni con quello della residenza: il contributo non va più solo ai cittadini italiani, bensì ai residenti in Italia da almeno dieci anni. Questo per amor di verità, ma vaglieli a spiegare a Madrid, certi bizantinismi: ormai la frittata è fatta.

L'articolo del quotidiano spagnolo non poteva capitare in un momento peggiore, visto che Bergamo si è candidata ad essere capitale europea della cultura. Se guardassimo alla vicenda dal punto di vista del marketing, diremmo che il comizio di Albino rischia di trasformarsi in un autogol per la nostra provincia.

Una sorta di «pubblicità» negativa che, per esempio, potrebbe oscurare il ritorno d'immagine garantito da tutte le tournée dei capolavori dell'Accademia Carrara, spediti all'estero come ambasciatori dell'eccellenza bergamasca.

Da noi le parole di Bossi sono passate quasi sotto silenzio, ed è un silenzio che relega i lumbard ai margini della scena politica. Con la politica in libera uscita, il governo dei tecnici è il peggio che potesse capitare alla Lega, costretta in un limbo a lei finora sconosciuto.

Leggi di più su L'Eco di martedì 10 gennaio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata