Lunedì 16 Gennaio 2012

Disastro del Giglio, Federconsumatori:
Prove di evacuazione nei luoghi affollati

Federconsumatori Bergamo riprende la tragedia della Nave Concordia e si collega ai possibili problemi di sicurezza in luoghi troppo affolati. «In attesa di conoscere a chi saranno addebitate le responsabilità per il naufragio della “Concordia”, cogliamo l'infausta occasione per (ri)sollevare il problema della prevenzione. Se è vero che mettere in salvo più di 4.000 persone in situazioni di emergenza non è impresa facile, è altrettanto vero che, quando si tratta di fare opera di prevenzione, c'è la tendenza a sottovalutare il pericolo e a considerare con la massima attenzione soltanto i costi economici che prevenire seriamente comporta - spiega Umberto Dolci -. Questa situazione si verifica in molti campi a partire dai posti di lavoro; ma pensiamo anche a quando si crea sovraffollamento nelle sale cinematografiche; nelle discoteche; negli stadi; a quello che succede in determinate giornate negli ipermercati che lanciano “offerte speciali”. Non più tardi di settimana scorsa all'Iper di Orio al Serio si sono ammassate oltre 60.000 clienti al giorno per tre giorni di fila».

«In caso di pericolo e conseguente emergenza, come si sarebbe svolta l'evacuazione di tale massa di persone? - si domanda Federconsumatori -. A noi risulta che alcuni ipermercati facciano svolgere periodicamente delle simulazioni per insegnare ai lavoratori dipendenti come comportarsi in caso di emergenza. Il fatto è che tali simulazioni si svolgono quando nei locali sono presenti soltanto gli addetti ai lavori e non vi è traccia dei clienti. Federconsumatori denuncia il fin troppo evidente limite di tale operazione che non si svolge nelle condizioni in cui, a locali affollati, si potrebbe verificare l'imprevisto incidente. A nostro parere anche i consumatori devono essere “istruiti” sul come comportarsi in caso di incendio, terremoto, allagamento, allarme bomba, e collaborare di buon grado alle esercitazioni: non bastano i cartelli (quando ci sono) a indicare le uscite di sicurezza».

Un appello anche ai sindaci: «Dovrebbero fare opera di sensibilizzazione per garantire la sicurezza dei cittadini, senza aspettare il promulgamento di un'apposita Legge che obblighi a tutelare in maniera corretta coloro che, dai commercianti, sono definiti la “prima risorsa”. Il tutto per evitare di ritrovarci, a tragedia avvenuta, a piangere vittime innocenti».

fa.tinaglia

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