Giovedì 19 Gennaio 2012

L'Oglio come Loch Ness
È infestato dai pesci siluro

È un bottino di guerra quello portato a casa dal Consorzio dell'Oglio, grazie a un progetto condiviso dalle due Province di Bergamo e Brescia per «annientare» il nemico: una tonnellata e mezzo di pesci siluro, i «coccodrilli» del fiume, pesci invasivi e in grado di alterare gli equilibri ittici, vale a dire di mettere a seria prova la sopravvivenza delle altre specie di pesci del fiume.

Con una «battaglia» durata nove giorni (tra fine novembre e i primi di dicembre 2011), combattuta a colpi di «pesca elettrica da barca» e pesca subacquea, il «Progetto di contenimento del siluro nel fiume Oglio sub lacuale» ha fruttato la cattura di 1.500 chilogrammi di «coccodrilli», 305 pescioni lunghi tra i 40 centimetri e il metro e 70.

I risultati della campagna per «silurare» il siluro, sono stati presentati ieri a Palazzolo sull'Oglio. «Si tratta di un pesce originario dell'Est Europa - ha spiegato l'ittiologo Marco Mancini - importato in Italia attorno alla fine degli Anni '50 per la pesca e per "errore", diffusosi poi nel bacino del Po e nei suoi principali affluenti. Una specie invasiva, senza competitor, che si ciba soprattutto di pesce e quindi in grado di creare squilibri ambientali, rovinando anche i letti di frega. Sono pesci fortemente adattabili e prolifici».

Da qui la necessità di avviare un progetto sostenuto dalle due Province e coordinato dal Consorzio dell'Oglio, ente sovraccomunale che gestisce anche la regolazione del livello del lago. «Non va dimenticato che la direttiva europea - commenta Massimo Buizza, direttore del Consorzio - richiede il raggiungimento entro il 2015 dello stato qualitativo buono per gli ambienti acquatici, con la fauna ittica a risultare tra gli indicatori di maggiore rilevanza. Da qui la grana della presenza dei siluri, che rende difficoltoso il raggiungimento dell'obiettivo, con un fiume Oglio che oggi rientra nella sufficienza in questo target».

Leggi di più su L'Eco di giovedì 19 gennaio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata