Lunedì 30 Gennaio 2012

Università, formazione e lavoro
Via libera al piano d'azione 2011-2015

Incrementare il livello di qualificazione dei giovani, sviluppo e sostegno dell'occupazione. Sono tra gli obiettivi del nuovo Piano di azione regionale 2011-2015, approvato oggi a maggioranza dalle Commissioni IV e VII, che definisce le politiche integrate di istruzione, formazione, lavoro e sistema universitario. Voto contrario del Pd. Astenuto il Gruppo dell'UDC.

Il documento, che nelle ultime settimane è stato esaminato congiuntamente dalla Commissione Attività Produttive (Presidente Mario Sala, PDL) e Cultura (Presidente, Luciana Ruffinelli, LN), rafforza le linee dei precedenti piani, tenendo però conto del diverso contesto economico e sociale, e rafforza la logica della centralità della persona e della libertà di scelta. Sostegno delle imprese, innovazione, tutela e reinserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro sono le priorità da perseguire nell'ottica di una maggiore efficienza e trasparenza e nella prospettiva della lotta agli sprechi.

SISTEMA DOTE - Viene consolidato il sistema della Dote Lavoro e Dote Scuola che promuove la libertà di scelta e la nascita di modelli sussidiari orientati a offrire servizi sempre migliori per facilitare la persona e l'impresa nella fruizione dei servizi. A tal fine saranno introdotti meccanismi di cofinanziamento e partecipazione alla spesa, studiati apposta per rendere cittadini e imprese protagonisti della scelta. Insieme saranno promossi sistemi di accreditamento e premialità legati alla valutazione degli operatori.

CONTROLLI -  Ai fini di una maggiore trasparenza, il piano prevede una riforma dei controlli, facente perno sugli organismi di vigilanza, e la promozione di strumenti di rendicontazione economica, finanziaria e sociale.

UNIVERSITA' - Sostegno agli studenti meritevoli, anche se privi di mezzi economici, promozione della competizione, del merito e dell'eccellenza. Rilancio del prestito d'onore coniugato a meccanismi di premialità per chi mantiene le promesse fatte all'inizio dell'anno accademico. Valorizzazione dell'autonomia degli atenei, che saranno coinvolti nei processi decisionali.

GOVERNANCE - Sarà rafforzato il modello di governance, improntandolo a principi di decentramento e coinvolgimento nei processi decisionali degli enti territoriali, delle parti sociali e dei corpi intermedi. Le risorse regionali interverranno per potenziare e integrare quelle delle Province e rispondere adeguatamente alle esigenze dei territori.

SOSTEGNO FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' - Ripensamento dei sistema di protezione, alla luce delle nuove fasce di povertà e dei numerosi lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. In questo senso la Regione intende promuovere la contrattazione decentrata (territoriale, settoriale, interconfederale) per creare migliori e maggiori garanzie a tutela dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali.

"L'approccio di questo documento - ha ricordato il relatore Massimiliano Orsatti (LN) - è quello di una politica sussidiaria e di scelte non imposte dall'alto. La Regione definirà il sistema di regole entro le quali si muoveranno gli enti locali e il sistema dell'offerta. Saranno gli operatori a scegliere le azioni, le metodologie, gli interventi utili e necessari, nel rispetto dei livelli essenziali e delle prestazioni".

"Siamo perplessi e abbiamo votato contro il documento- hanno  spiegato gli esponenti del PD Carlo Spreafico, Fabio Pizzul e Stefano Tosi - perché ci pare molto generico, con linee generali condivisibili ma con poca capacità di indicare obiettivi precisi. Non è inoltre accettabile che si apra la formazione anche a enti non accreditati senza svilire chi ha rispettato le regole di accreditamento e aprire il settore a pericolosi inquinamenti. Un passo indietro che faremo di tutto perché non venga approvato dall'Aula".
Giudizio sospeso per il capogruppo centrista, Gianmarco Quadrini: "è un dispositivo migliorabile attraverso alcuni emendamenti che intendiamo proporre in occasione della trattazione in Aula".

"Il nostro voto è senza dubbio favorevole - ha detto il Presidente Mario Sala (PDL) - perché è un piano organico che non fa una sommatoria di politiche di istruzione, formazione e lavoro ma le integra. Fa entrare a pieno titolo il soggetto impresa, proprio grazie all'organicità di questo testo che favorisce l'incrocio di domanda e offerta di lavoro. Le risorse regionali, in quest'ottica, intervengono sussidiariamente per integrare e potenziare le risorse che le Province raccolgono insieme alle imprese, agli enti bilaterali e a quelli locali per dare risposta ai bisogni dei territori". Per la Presidente Luciana Ruffinelli (LN): "l'aspetto più interessante è il riequilibrio del numero di accesso delle facoltà universitarie in ordine al fabbisogno reale e al numero di abitanti regionale. Un risultato, questo, che sarà possibile raggiungere in breve tempo grazie al ruolo di Regione Lombardia che si farà garante con il Miur affinché  vengano considerate maggiormente le necessità del territorio. In questo modo, ad esempio, verranno superate le criticità che si registrano nelle Facoltà di medicina, dove è alta l'esclusione degli studenti lombardi mentre in altre Regioni vi è una disponibilità di posti, maggiore rispetto al numero di studenti".
(Buzz)

a.ceresoli

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