Sabato 04 Febbraio 2012

Galizzi, il ricordo dei politici
I funerali martedì a Bergamo

È morto stamattina - sabato 4 febbraio - alla Casa Serena di Brembate Sopra Gian Pietro Galizzi, ex sindaco di Bergamo dal 1990 al 1995 ed ex presidente della Provincia dal 1985 al 1990. Sposato, padre di quattro figli, aveva 81 anni e da tempo era gravemente malato. I funerali martedì 7 febbraio alle 10 nella chiesa di Loreto.

Galizzi, che era nato a Crema il 26 gennaio 1931, aveva guidato Bergamo con una giunta di centrosinistra (Dc, Psi, Pli, Pri) negli anni di Tangentopoli e della crescita elettorale di Lega Nord e Forza Italia. La sua giunta aveva comunque superato indenne la stagione delle indagini giudiziarie resistendo politicamente all'avanzata dei nuovi movimenti.

Insegnante di lettere e preside dell'Istituto per geometri Quarenghi, Galizzi è stato uno degli uomini di punta della vecchia Democrazia Cristiana, amministratore rigoroso e dal carattere a tratti spigoloso, ma concreto e lungimirante. Grande zelo, dirittura morale, cultura notevole e sensibilità politica tra i suoi maggiori pregi.

Galizzi era stato giovane protagonista, tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, di quel movimento della Democrazia Cristiana che mirava al rinnovamento, dopo la generazione dei padri costituenti, e che aveva una posizione critica verso la realtà più moderata del partito.

Il suo debutto come amministratore alla fine degli anni Settanta come assessore provinciale alla Pubblica Istruzione. Un incarico che lo vide promotore della riorganizzazione del sistema bibliotecario provinciale con la nascita di una rete tra le varie biblioteche comunali e dell'idea di creare i distretti scolastici e favorire la diffusione delle scuole superiori sul territorio per combattere l'arretratezza culturale.

Conquistatosi prestigio come assessore, diventò presidente della Provincia nel 1985 e sindaco di Bergamo nel 1990 dopo la rinuncia di Zaccarelli. Cinque anni molti duri, ci riferiamo soprattutto al triennio dal 1992 al 1995 quando con Tangentopoli crollò il sistema dei partiti e Galizzi - contestato dalla Lega - dovette mediare e tamponare per non fare affondare la nave dell'Amministrazione.

Dopo la conclusione del mandato disse basta alla politica attiva continuando a restare comunque nell'ambiente come osservatore esterno del nascente Partito Popolare.









m.sanfilippo

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