Domenica 05 Febbraio 2012

Galizzi, il ricordo di Arzano:
«Poche parole, ma chiare»

Gian Pietro Galizzi? «Era un uomo di poche parole, ma chiare». Paolo Arzano, ricorda così l'ex sindaco di Bergamo ed ex presidente della Provincia. Galizzi è scomparso sabato all'età di 81 anni. I funerali martedì 7 febbraio alle 10 a Loreto.

«Il primo ricordo che mi viene in mente - esordisce Paolo Arzano, che è stato al fianco di Galizzi come addetto stampa per 6 anni - è che era un uomo che non guardava alle tessere: se c'era qualcuno che non aveva le sue stesse idee, ma valeva, guardava a quello, alla professionalità e al fatto che fosse una persona onesta. Ecco perché anche gli avversari politici lo tenevano in grande considerazione».

«Mi ricordo che quando dove lasciare la carica di sindaco, per l'arrivo di Vicentini, ha aspettato le elezioni e ha fatto uscire il giornale, che facevo anch'io con lui, convinto che non influisse minimamente sul risultato del voto».

Arzano, cosa ricorda con piacere di Galizzi? «Ho passato con lui 2 anni in Provincia e 4 in Comune: al mattino io gli facevo un rapporto: "è successo questo e quest'altro, quale posizione prendiamo"? Lui mi rispondeva che le cose bisogna lasciarle andare come vanno, se no stiamo qui ogni volta a esporre idee diverse, e confondiamo la gente. Insomma Galizzi era una persona pratica da... poche parole ma chiare».

«In campo amministrativo - racconta Argano - Galizzi era bravissimo: quante volte l'ho sentito correggere anche dei funzionari perché avevano sbagliato alcune cose. E aveva ragione lui».

Ma che insegnamento lascia Galizzi ai politici di oggi? «Mentre adesso i politici si scannano fra di loro, e i partiti si affrontano con una certa cattiveria, lui invece aveva creato un'atmosfera di bonomia. Infatti, dopo qualche tempo, con qualche piccola veduta diversa - anche con Salvioni per sempio, che era un suo assessore - gli altri si sono arresi all'umanità di Galizzi. Una volta la politica era più buona».

r.clemente

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