Giovedì 09 Febbraio 2012

Permessi di soggiorno, i sindacati:
«No alla sovrattassa». Un presidio

Contrari alla sovrattassa sui permessi di soggiorno, novità introdotta con decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 ottobre scorso (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre), e convinti, invece, della necessità di una revisione della loro durata per chi abbia perso il posto di lavoro, anche Cgil, Cils e Uil di Bergamo hanno deciso di scendere in presidio, venerdì 10 febbraio, nella giornata in cui la protesta arriverà davanti alle Prefetture di tutto il Paese. A partire dalle 16 i sindacati si troveranno in via Tasso, in centro città.

«Proprio in un momento difficile per l'economia e per le famiglie è stato deciso di aumentare spropositatamente il costo per le pratiche di permesso di soggiorno - spiegano le tre sigle sindacali provinciali -. Dai precedenti 72,12 euro il ‘contributo' è stato portato a 152,12 o addirittura a 272,12 euro, senza nessuna gradualità e senza alcun miglioramento nei tempi burocratici».

«In provincia di Bergamo - aggiungono - nel corso del 2011, sono più di 1.700 gli immigrati regolari che hanno perso il lavoro, magari dopo anni di inserimento nella nostra realtà territoriale, dopo aver inserito i figli a scuola e dopo aver iniziato a pagare un muto per la casa. I tempi troppo brevi di durata del permesso di soggiorno vanno rivisti per consentire di trovare un nuovo lavoro e consolidare il progetto familiare di integrazione».

La nota di Cgil, Cils e Uil nazionali:
Siamo in attesa che il Governo passi dalle parole ai fatti, sulla base di quanto dichiarato dalla ministra Cancellieri che ha annunciato la volontà di intervenire in tempi brevi sulla normativa relativa ai permessi di soggiorno, ed in particolare sulla sovrattassa già entrata in vigore.

La sovrattassa va quanto meno rimodulata, poiché così com'è non è accettabile, né per il peso sulle famiglie immigrate, né per la sua finalizzazione. Inoltre è urgente che il Governo intervenga rapidamente sulla durata del permesso di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro, concretizzando quanto più volte annunciato dai ministri Riccardi e Cancellieri.

Riconfermiamo la richiesta al Governo di aprire su questo, come sul complesso delle norme sull'immigrazione, a partire dal recepimento della direttiva EU n.52, un confronto di merito che porti a soluzioni efficaci e condivisibili. A sostegno delle richieste sindacali Cgil, Cils e Uil promuovono per il giorno 10 febbraio iniziative e sit-in davanti alle Prefetture in tutta Italia.

r.clemente

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