Venerdì 24 Febbraio 2012

Tangentopoli a Monza
Interrogatorio fiume per Duzioni

Un interrogatorio fiume, interrotto dopo tre ore e mezza e aggiornato a data da destinarsi. Sono parecchi i punti che i pm intendono chiarire con Filippo Duzioni, il mediatore immobiliare di Ciserano finito in carcere nell'ambito della maxi inchiesta della procura di Monza sulle presunte tangenti, che ha coinvolto anche l'ex assessore regionale Massimo Ponzoni.

Nulla è trapelato sui contenuti dell'interrogatorio, avvenuto giovedì pomeriggio nel carcere brianzolo, se non che il cinquantenne di Ciserano avrebbe nuovamente respinto le contestazioni. L'inchiesta si sviluppa su due filoni: le presunte tangenti circolate attorno ad aree edificabili della Brianza e il crac di società, tra cui «Il Pellicano», riconducibile a Massimo Ponzoni, ex assessore regionale. Per chi indaga, Ponzoni avrebbe fatto leva su alcuni amministratori locali della Brianza per pilotare i piani di governo del territorio e favorire, spesso con l'intermediazione di Filippo Duzioni, alcune società costruttrici.

L'indagine era nata dal fallimento di una delle società del politico, il quale deve rispondere, tra gli altri reati, anche di bancarotta fraudolenta. Secondo l'accusa, a Duzioni è riconducibile una rete di società che avrebbe avuto un ruolo nel passaggio di presunte mazzette dagli imprenditori ad amministratori locali e politici brianzoli. Avrebbe curato l'operazione di un centro commerciale a Desio per conto di una società immobiliare, capace di incassare insperati vantaggi su metrature e costi, dietro i quali, secondo gli investigatori, si celerebbero tangenti.

Per i pm Duzioni, tramite Mediaservice, avrebbe affidato tre incarichi di consulenza per 460 mila euro ad Antonino Brambilla, vicepresidente della Provincia di Monza, che per l'accusa si sarebbe adoperato per il buon esito dell'operazione. Inoltre, sempre stando alle contestazioni, in cambio della pressione di Ponzoni sugli amministratori locali, Duzioni avrebbe promesso appoggi politici nel Pdl.

Sempre per i pm, il bergamasco avrebbe versato 310 mila euro a società del politico che viaggiavano verso il crac e 295.920, più almeno altri 50 mila, per pagare i debiti di due campagne elettorali del Pdl.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 24 febbraio

fa.tinaglia

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