Domenica 26 Febbraio 2012

Cromo a Gazzaniga, no alla bonifica
L'ex proprietario dell'area: non ha senso

«Cromo esavalente sotto le nostre case? E chi lo sapeva?». I residenti di via Crispi a Gazzaniga cadono dalle nuvole. «L'abbiamo saputo da L'Eco, speriamo non ci siano pericoli per la nostra salute».

L'annuncio dell'inquinamento, dato venerdì dall'Arpa nella conferenza sul bilancio degli interventi 2011, ha sorpreso le persone che occupano 16 appartamenti di due condomini costruiti recentemente. In quell'area sorgeva, negli anni '70, un'attività meccanica e una cromatura di Elmo Masserini.

Così fu realizzato un Programma integrato di intervento residenziale dall'Immobiliare Dalla Grassa che vi fece costruire dei condomini. Nella fase precedente ai lavori furono eseguite delle indagini idrogeologiche che non segnalarono anomalie nel terreno.

Ma un residente, Luigi Merelli, nel 2005 aveva inviato al Comune, all'Asl e alla Comunità montana di Albino, un esposto in cui segnalava che l'area era stata sede di un impianto di cromatura. Sempre negli anni passati, utilizzando l'acqua del suo pozzo, in via Battisti nei pressi dei condomini, Merelli aveva notato che il liquido presentava un colore giallastro.

Fece fare l'analisi a un perito chimico che in effetti riscontrò l'inquinamento da cromo. Sulla base della segnalazione si era mosso il Comune che aveva segnalato il caso all'Arpa, imponendo al proprietario dell'area di provvedere alla bonifica del sito e, nel 2009, aveva emanato un'ordinanza con la quale vietava a tutti i proprietari di pozzi ad uso irriguo il divieto assoluto di prelievo e utilizzo dell'acqua.

Per far fronte all'inquinamento è stato costituito un tavolo di lavoro cui partecipano Provincia, Comune, Asl e Arpa. Due mesi fa ha deciso un supplemento di indagini che ha portato, il 28 e 29 dicembre, ad effettuare carotaggi e sondaggi in vari punti dell'area incriminata: in via Crispi nel parcheggio del corpo sud del complesso abitativo, alla periferia del corpo nord e in via Battisti. A quanto risulta dai dati forniti dall'Arpa venerdì, la presenza del cromo è stata confermata.

«È vero - conferma Elmo Masserini, titolare dell'allora azienda di cromatura - che in anni passati, a causa delle piogge e delle alluvioni, si è verificato uno sversamento dalla vasca contenente cromo nelle fogne e sul terreno, ma allora le norme di tutela ambientale erano diverse e non rigide come oggi. Ma non ha senso la pretesa di bonificare oggi l'area dove è stato costruito il complesso immobiliare».

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m.sanfilippo

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