Mercoledì 29 Febbraio 2012

«BreBeMi, No che aiuta a crescere»
Presidio di Legambiente a Bergamo

La provocazione è di Legambiente e del suo responsabile lombardo per il settore trasporti, Dario Balotta: «Per uscire dalla crisi bisogna dire no alla Brebemi, come è stato fatto per la candidatura alle Olimpiadi di Roma 2020, si devono rivedere i progetti delle grandi opere». Presidi e volantinaggi anche a Bergamo. Ecco il comunicato di Legambiente.

«Legambiente è fortemente critica nei confronti delle scelte finanziarie delle banche lombarde, che mentre tengono stretti i cordoni della borsa respingendo le richieste di credito alle piccole e medie imprese, trovano ben 546 milioni di euro per finanziare la BreBeMi, l'inutile autostrada, replica della Milano-Venezia, che insieme alla altrettanto inutile Tem, immobilizzerà nei prossimi anni risorse per oltre 4 miliardi di euro: è questo il costo delle due opere, considerando anche gli oneri finanziari».

«Si tratta - continua il comunicato - di soldi spesi in opere che non sono assolutamente delle assolute priorità, secondo gli ambientalisti. "Le banche non finanziano il nuovo ciclo economico che famiglie e imprese attendono da tempo, ma buttano i soldi del risparmio in infrastrutture stradali nate vecchie, e diventate con la crisi, tossiche per l'economia, oltre che per l'ambiente – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia –. L'unico modo per far rientrare l'investimento sarà la speculazione immobiliare, fatta di centri commerciali e lottizzazioni a ridosso dei nuovi caselli autostradali: asfalto, cemento e smog al posto della concessione di credito per lo sviluppo di nuove imprese. Le banche continuano ad alimentare la crisi economica causata proprio dalla speculazione immobiliare e finanziaria"».

Per denunciarlo, gli attivisti dell'associazione oggi si sono presentati davanti alle principali filiali di Banca Intesa a Milano, Unicredit a Brescia e Ubi Banca a Bergamo: le tre società artefici del megafinanziamento che servirà a BreBeMi per sopravvivere in attesa della chiusura dei contratti di finanziamento dell'infrastruttura, prevista per giugno.

«"Per uscire dalla crisi occorre selezionare le priorità per dire dei SI' alle imprese che chiedono credito per reggere la situazione difficile e programmare nuovi investimenti, ma anche dire dei NO, come ha fatto il Governo per le Olimpiadi a Roma e il Ponte sullo Stretto - dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - occorre rivedere i progetti di grandi opere alla luce delle nuove esigenze e dei dati reali di traffico, per sbloccare risorse economiche che devono servire a modernizzare la metropoli lombarda"».

m.sanfilippo

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