Lunedì 05 Marzo 2012

«Alle donne che non si arrendono»
La  Cisl festeggia le sue centenarie

La segreteria della Fnp Cisl di Bergamo ha deciso, come tradizione da qualche anno a questa parte, di dedicare i festeggiamenti per l'8 marzo alle proprie iscritte ultracentenarie, una decisione che quest'anno assume un'importanza maggiore, come spiega Mina Busi, componente di segreteria dei Pensionati di via Carnovali, «perché si colloca nell'anno dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra generazioni. Anche per questo dedichiamo questa giornata a tutte quelle donne che non si arrendono mai e che con il loro impegno quotidiano rendono straordinario il domani».

Tra gli iscritti alla Fnp Cisl orobica figurano 47 socie nate più di un secolo fa: la Fnp ha così voluto in questa circostanza riservare una tessera speciale alle nostre centenarie: un ringraziamento alla loro fedeltà associativa. La tessera sarà consegnata nei vari comuni di residenza ma anche nelle case di riposo (il 70% di esse vive infatti nelle Rsa).

«Le centenarie – dice Busi - sono le donne che hanno lottato per garantire un minimo di parità, che in pratica ancora oggi è difficile da raggiungere in tutti i campi: permangono infatti motivi discriminanti che impediscono il raggiungimento della piena uguaglianza. Sono donne che hanno un vissuto di fatica, sono passate da due guerre mondiali, da famiglie di ordine patriarcale, con carichi di doppio e anche triplo lavoro. Donne che hanno costruito delle loro famiglie numerose: non è raro infatti nelle nostre centenarie trovare delle madri che hanno avuto più di sei figli, in una società dove la maternità non è considerata un valore, ma viene vissuta nel mondo del lavoro come un peso con scarsi servizi di supporto da parte delle istituzioni».

Come altrove, anche in provincia di Bergamo, le donne vivono di più degli uomini: sono la maggioranza delle persone ultra65enni; la grande maggioranza delle persone ultra 80enni e anche tra i centenari surclassano di gran lunga i loro compagni: solo il «campione Cisl» racconta di 47 iscritte donne e «soli» 5 uomini. Le donne purtroppo sono anche la maggioranza delle persone che vivono da sole, delle persone disabili e non autosufficienti, soprattutto nelle fasce di età elevata. Vivono più a lungo ma con più patologie rispetto ai maschi.

Le donne sono la maggioranza dei pensionati italiani e hanno pensioni di importo mediamente più basso rispetto agli uomini: la pensione media nella nostra provincia si attesta a 680 € contro i 1280 degli uomini.

«Sono dunque a maggior rischio di povertà, solitudine ed esclusione sociale. Dalla nostra ricerca effettuata con il Censis è emerso chiaramente che la condizione delle donne longeve si differenza da quella dei maschi per un più alto grado di fragilità, soprattutto relazionale, di salute ma anche di ordine economico. Non dobbiamo mai abbassare l'attenzione sulle tematiche di genere. L'8 marzo si ricordano tutti delle donne poi cala di nuovo il silenzio sulla condizione delle lavoratrici, pensionate e disoccupate, una condizione che vede il nostro Paese costantemente agli ultimi posti in Europa».

e.roncalli

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