Lunedì 02 Aprile 2012

L'Imu e le dimore storiche:
la tassa rischia di distruggerle

Tutti i proprietari di case in Italia sono preoccupati per l'avvento dell'Imposta municipale unica (Imu). Quelli di dimore storiche lo sono in modo particolare, dato che la normativa, in via di definizione, non chiarisce ancora la loro possibilità di conservare agevolazioni fiscali come quelle già previste per l'Imposta comunale sugli immobili (Ici).

Una preoccupazione che l'Associazione dimore storiche italiane (Adsi), nella persona del presidente Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, ha manifestato in questi giorni sia in incontri al ministero per i Beni culturali e in proposte di modifica che saranno discusse in Parlamento sia sulla stampa nazionale, premettendo di non poterla certo «mettere sullo stesso piano dei drammi che affliggeranno con l'Imu i pensionati proprietari di piccole case» e le famiglie che stanno investendo i loro risparmi su beni di residenza, quindi quasi inevitabili, obbligatori.

L'Adsi ha rivolto un appello a considerare gli effettivi rischi di una tassazione che s'incrementerebbe in modo insostenibile nei casi di edifici dall'elevata rendita catastale, per valore storico-artistico, ubicazione e dimensioni misurabili in migliaia di metri quadrati.

Si stanno interessando alla questione non solo Adsi, Fai e Italia Nostra a livello nazionale, ma anche associazioni culturali come il centro studi bergamasco «Giovanni Secco Suardo per la conservazione e il restauro dei Beni culturali». Nonché storici dell'arte come l'onorevole Vittorio Sgarbi, che conosce queste realtà, anche bergamasche, e ritiene «ridicolo che i proprietari di dimore storiche paghino queste tasse», oltre a quanto già sostengono per la manutenzione degli edifici storici.

Al Consiglio comunale di lunedì 2 aprile è annunciata una mozione proprio sulle dimore storiche.

Leggi tutto su L'Eco di Bergamo del 2 aprile

r.clemente

© riproduzione riservata