Venerdì 11 Maggio 2012

Nuovo ospedale, l'inchiesta s'allarga
Sotto la lente anche la progettazione

Nuovo ospedale, la procura amplia le proprie analisi: nell'ambito delle indagini sul fascicolo in questione, ancora aperto contro ignoti, sono stati acquisiti altri documenti. Dopo quelli relativi all'appalto per la trincea drenante, agli appalti principale, secondario e in concessione, alla direzione degli Ospedali Riuniti è stato chiesto di mettere a disposizione anche la documentazione riguardante la gara di progettazione del Papa Giovanni XXIII.

Documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza per conto della procura. Ed era piuttosto prevedibile che il pm Giancarlo Mancusi, partendo dal «caso» trincea drenante - realizzazione assegnata con appalto diretto alla Dec (la stessa ditta titolare dell'associazione temporanea d'impresa che si è assicurata i tre appalti di costruzione dell'ospedale) per un costo di 1 milione e 200 mila euro - potesse «risalire la corrente» e arrivare fino all'epoca in cui l'ospedale della Trucca era ancora un disegno sulla carta.

Ce n'è parecchie, di carte da studiare, sulla «palude» della Trucca fino alla trincea: su questa, per un parere sulla necessità o meno, saranno fondamentali anche le testimonianze dei collaudatori. Il pm non li ha ancora sentiti, e chissà che non voglia ascoltare i progettisti, a questo punto.

Intanto, sul fronte collaudo, oggi e lunedì sarebbero in calendario incontri tra commissione tecnica e Azienda ospedaliera: i collaudatori, nella relazione sugli «step» necessari al collaudo e quindi per aprire l'ospedale, chiedevano, tra l'altro, documentazione sulla prevenzione antincendio e la delibera aziendale di accettazione dell'opera, per alcuni particolari (gli intonaci intumescenti in primo luogo) non conforme al contratto d'appalto. E questi documenti non sarebbero ancora arrivati.

E la trincea drenante - l'opera che dovrebbe funzionare come un fossato per bloccare l'acqua di falda che preme sul nuovo ospedale di Bergamo - doveva, da gara d'appalto, essere completata entro l'ultima settimana di marzo. È piovuto parecchio e i titolari dell'associazione temporanea d'impresa (la Dec è capofila), hanno chiesto e ottenuto una proroga sui termini fissati: difatti, a quanto risulta, le opere ormai a oltre un mese dalla data di scadenza non sono ancora completate.

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a.ceresoli

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