Martedì 05 Giugno 2012

I pensionati vanno «alla guerra»:
sindacati verso la protesta del 20

Nei giorni scorsi si sono riunite le segreterie territoriali bergamasche dei pensionati, Fnp-Cisl, Spi-Cgil e Uilp-Uil, per approfondire le attività di confronto che si sono svolte con le amministrazioni locali e per organizzare la mobilitazione nazionale a Milano del 20 giugno.

L'obiettivo della manifestazione è quello di sollecitare il Governo, il Parlamento, le forze politiche, le istituzioni, le Regioni e i Comuni ad intervenire con urgenza a sostegno dei redditi da pensione e da lavoro per migliorare le condizioni degli anziani., utilizzando a questo fine anche la negoziazione sociale e territoriale.

Si punta ad una riduzione dei prezzi dei beni e dei servizi, delle tariffe e delle tasse che pesano sui redditi, Imu compresa. Si chiede la definizione di un Piano nazionale sulla non autosufficienza che sia in grado di garantire i servizi socio-assistenziali per gli anziani più fragili ed esposti a tutte le misure necessarie a garantire equità nella distribuzione dei sacrifici finora solo annunciata.

La contrattazione territoriale messa in campo dai  sindacati dei pensionati, unitamente alle Confederazioni, ha riguardato per la provincia di Bergamo 21 Comuni, una percentuale ancora bassa ma in aumento rispetto agli anni precedenti, e 9 Ambiti. Nell'incontro con la Consulta dei Sindaci alcuni elementi delle nostre richieste sono stati recepiti.

«Le nostre richieste -scrivono i sindacati - prevedono un rafforzamento dei servizi sovraccomunali per fare economie e garantire i servizi, un regolamento ISEE omogeneo, maggior impegno per il recupero dell'evasione fiscale, una particolare attenzione all'IMU sulla prima casa e la salvaguardia dei redditi più bassi.. Le Segreterie territoriali rimarcano la necessità di approfondire con l'ASL i futuri sviluppi sulle RSA, le eventuali aperture e le quote a carico della Regione, alla luce delle nuove intenzioni  di procedere alla “voucherizzazione” di tutto il sistema lombardo, sia rispetto allo stato sociale che alle RSA».

«Per quanto concerne i Comuni, nonostante le minori entrate, sostanzialmente hanno mantenuto i servizi in essere; crescono i disagi minorili per le problematiche familiari, così come ci preoccupa l'esternalizzazione degli asili nido rispetto alla necessità di garantire una “quota sociale” di accesso per le famiglie disagiate. Dall'incontro è emersa anche la necessità di un maggior  impegno da parte dei Comuni all'evasione fiscale per reperire le risorse necessarie al mantenimento dello stato sociale, così come è necessario una razionalizzazione della gestione amministrative e delle spese evitando consulenze specie ove esistono all'interno delle Amministrazioni le competenze professionali».

r.clemente

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