Mercoledì 06 Giugno 2012

Romano, la fabbrica e gli operai
Un video dei liceo «Don Milani»

La fabbrica e gli operai ieri e oggi: sono loro i protagonisti del video realizzato da due classi del liceo «Don Milani» di Romano sulla spinta di un progetto dei docenti Tommaso Carella, Lucia Giulia Fassini e Alda Ferrari. Il video s'intitola «Letteratura di fabbrica: l'operaio e la fabbrica» e si può vedere sul sito www.liceodonmilaniromano.it (sezione iniziative-eventi 2011-2012 ), ma una copia sarà disponibile in biblioteca.

Per realizzarlo i ragazzi delle classi 3 C e 4 A del liceo scientifico non si sono limitati a documentarsi sui libri di autori che parlano di fabbrica e operai tra gli anni 1950 e 1970, quando erano tantissimi gli operai nei paesi della Bassa, specie i pendolari su Milano e dintorni. Ma, grazie alla collaborazione di storiche aziende del territorio di Treviglio e di Romano, sono andati in fabbrica a conoscere gli operai, a fare loro delle domande.

Per poter tracciare un profilo di una figura professionale oggi duramente colpita dalla crisi economica e sociale. Sono sicuramente cambiate le fabbriche come luoghi e ambienti di lavoro confrontate con quelle di oltre 30/40 anni fa e descritte nei romanzi di Ottiero Ottieri, di Paolo Volponi, di Ermanno Rea, di Nanni Balestrini e di Primo Levi.

Sono stati questi gli autori che hanno dato il la al progetto dei ragazzi e dei docenti del «Don Milani» sugli operai e sulla fabbrica. «Si chiama letteratura di fabbrica ed è un insieme di opere narrative, ma anche poetiche che trattano della fabbrica, del lavoro e della figura dell'operaio» spiegano i docenti che hanno partecipato ad un workshop sui testi letterari del '900, attinenti alla realtà della fabbrica, organizzato a Milano da Assolombarda. Ragazzi e docenti non si sono però limitati alla teoria e sono andati a visitare la fabbrica.

A Treviglio hanno frequentato la Same e i suoi archivi, a Romano sono andati a vedere la Mondi, una multinazionale austriaca che nello stabilimento in via Balilla produce sacchi di carta. Una volta era la «Natro Cellulosa», ma tutti a Romano la chiamavano «cartiera» dove sono passate generazioni di lavoratori.

Qui i ragazzi, grazie alla collaborazione del rappresentante aziendale Pietro Giavera, hanno visto dove e come lavorano gli operai e hanno potuto fare tante domande. Per esempio, all'operaio specializzato giovane che vuole avanzare professionalmente, a quello che in questa azienda ci lavora da 20 anni e a quello che voleva fare tutt'altro nella vita. La sceneggiatura e la colonna sonora sono stati realizzati dagli studenti liceali delle due classi. Il progetto ha riscosso l'apprezzamento delle imprese e si sta pensando di organizzare un open day come fanno le scuole anche per dare modo a chi ci ha lavorato per tanti anni, di poter ritrovare i colleghi e rivedere i luoghi dove si è passata una vita di lavoro e di fatica, ma anche di amicizia e di solidarietà.

e.roncalli

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