Giovedì 07 Giugno 2012

Il Pdl orobico: «Occorre rinsaldare
i rapporti partito-società civile»

«Renato Schifani, nella sua lettera a Il Foglio, ha colto nel segno: dobbiamo uscire dalla palude dell'incertezza in cui ci siamo infilati, dobbiamo parlare chiaro agli italiani con proposte concrete e coerenti con l'idea di una rivoluzione liberale che era alla base della discesa in campo del 1994».

Lo dice Carlo Saffioti, vicepresidente del consiglio regionale (Pdl), che si schiera a fianco del presidente del Senato che, in un intervento sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, ha chiesto un'«operazione verità» a Berlusconi.

«Dobbiamo coinvolgere - continua Saffioti - i settori più intraprendenti della società civile per ricostruire un partito aperto, presente nei territori e tra i cittadini, non chiuso nelle sedi e all'inseguimento solo delle tessere. Lo smarrimento del nostro elettorato è ormai a livelli preoccupanti».

«L'impressione – afferma infatti Saffioti – è che ci si stia impantanando nelle dinamiche autoreferenziali dei gruppi interni del partito. Si sta creando un circolo vizioso in cui tutti stiamo dando il peggio di noi, bisogna ricreare invece un circolo virtuoso che ha come obiettivo non la tutela di questo o quel gruppo ma il bene comune».

La soluzione? Per Saffioti è solo una: «Berlusconi dovrebbe parlare meno coi colonnelli e di più coi cittadini, mettendosi a colloquio con l'opinione pubblica. Ripartiamo dai cittadini, dalle famiglie, dalle imprese, dai giovani: Berlusconi apra maggiormente alla società e troverà così una classe dirigente pronta a portare avanti un progetto di cambiamento. E non guasterebbe anche mettere in sordina quelle persone che non rappresentano più un'immagine positiva per il partito».

Questa situazione di smarrimento rischia di coinvolgere anche il Segretario Nazionale: «Angelino Alfano è una persona che merita fiducia: è una grande risorsa per il partito – dice Saffioti – Dobbiamo dargli il nostro massimo sostegno in questa faticosa azione di profondo rinnovamento del partito e di rilancio della proposta politica del centrodestra».

Anche il Pdl di Bergamo condivide le riflessioni del presidente del Senato, che afferma come Angelino Alfano abbia segnato una svolta e abbia dimostrato sul campo di sapere fare politica, di sapere incalzare Monti.

Per rilanciare il Pdl - si legge in un comunicato del coordinamento provinciale di Bergamo - «occorre rinsaldare i rapporti tra partito e società civile e le risorse necessarie per formare una nuova classe dirigente».

«Sosteniamo l'azione riformatrice del segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano e siamo con lui nel lavoro di trasformatore del partito. Occorre confermare l'impegno verso un cambiamento radicale all'interno del Pdl, fondato innanzitutto sul coraggio di completare la democratizzazione del partito, indicendo i congressi comunali per arrivare a quelli regionali e nazionali». 

Il Pdl del territorio «esprime, insieme alla forte preoccupazione dettata dalla crisi, la voglia e il coraggio del cambiamento, basato sul merito e sull'impegno di ciascuno. Un impegno espresso anche in una lettera di sintesi delle riflessioni svolte dal coordinamento provinciale inviata direttamente ad Alfano, che va letta come a totale sostegno dell'azione che deve riformare, così come vuole Alfano, il partito spronandone lo sforzo di cambiamento che troverà il Pdl di Bergamo al suo fianco nella battaglia per la riforma da lui proclamata».

«Occorre pertanto - conclude il coordinamento provinciale - confermare la necessità di realizzare un partito che permetta il rilancio della nostra azione politica, che faccia comprendere che non siamo per una politica economica d'inasprimento fiscale, non siamo per la difesa dei poteri finanziari a scapito dell'economia reale e del lavoro, ma siamo per una riforma modernizzatrice dello Stato che lo renda più efficiente, meno invasivo e meno costoso, siamo insomma per la difesa della libertà di ogni persona».

r.clemente

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