Sabato 09 Giugno 2012

L'intervista: «I gelati Grom?
Merito del coraggio di sognare»

«Grom. Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori» - 290 pagine per raccontare l'avventura di due giovani torinesi diventati gli ambasciatori del gelato italiano nel mondo - sta scalando le classifiche dei libri più letti dai nostri connazionali.

Un sapiente mix di filosofia, economia e salutare ottimismo. «Il nostro gelato è fatto con molta serietà, oltre che buono; ma io sono di parte, mi dica lei cosa ne pensa». Guido Martinetti, 37 anni, studi da enologo e una gran passione per fiori e frutta, si occupa della comunicazione dell'azienda e delle materie prime; il socio, Federico Grom, della finanza, dell'amministrazione e della gestione dei negozi.

In nove anni hanno messo su un piccolo impero che conta 500 dipendenti e 57 gelaterie nelle principali città del Nord Italia (inclusa Bergamo) e nelle metropoli di mezzo mondo. Nel libro - tra aforismi, ricette, aneddoti e illustrazioni - spiegano come ci sono riusciti.

Un libro che sembra il racconto di una bella favola, e invece è tutto vero, dati alla mano.
«Io e Federico non volevamo fare uno spot d'impresa, al contrario volevamo dire di aver avuto una fortuna pazzesca, quella di incontrarci. Abbiamo messo insieme le nostre diverse competenze e abbiamo vissuto un sogno. In un momento storico difficile, se veramente credi in te stesso e nelle tue passioni e hai il coraggio di sognare, ce la fai. Ci sono ragazzi che hanno delle passioni ma non le coltivano, perché ritengono che fare l'architetto sia più nobile che fare il gelataio, il sarto o il falegname. Non sognano e questo deprime l'iniziativa».

Qual è il segreto del vostro gelato?
«Nel nostro laboratorio prepariamo tutti i gusti singoli e poi inviamo le miscele liquide, a temperatura controllata, ai negozi dove vengono mantecate nelle gelatiere, l'ultimo passo del processo di preparazione del gelato. I sacchetti escono dal laboratorio torinese e vanno a Milano, a New York, a Tokyo dove avviene la mantecatura e l'inserimento, nei gusti che lo richiedano come la stracciatella, gli ultimi ingredienti, anche questi spediti dall'Italia. Il fresco arriva tutto dal nostro Paese, per campanilismo ma anche per una questione tecnico-organolettica. I frutti vanno raccolti in piena maturità».

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m.sanfilippo

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