Martedì 17 Luglio 2012

Adda, spiagga low cost
Ma il fiume non perdona

Sofien Labidi, tunisino di 30 e Mohammed Habbal, marocchino di 24. Sono i nomi dei due stranieri che nel giro di una settimana sono morti annegando a Medolago e Capriate, nell'Adda. Le vittime salgono poi a tre in quindici giorni se contiamo anche Zakia Loukili, marocchina di 19 anni, annegata nel Brembo.

Tre giovani vittime per le quali ormai non ci può più esimere dal parlare di una emergenza fiumi. Emergenza che deve essere affrontata, riflettendo su cosa si può e si deve fare, per farla al più presto cessare. In estate sono migliaia le persone che si riversano sulle sponde dei quattro fiumi della Bergamasca: Serio, Brembo, Oglio e Adda.

Quest'ultimo è il fiume più gettonato dal momento che le sue sponde offrono spazi verdi suggestivi e facilmente raggiungibili. Allo stesso tempo però è il corso d'acqua dove si sono registrati più annegamenti.

Il Comune di Capriate punta ad alzare il livello di sicurezza sul fiume: «Dobbiamo farlo - rileva il primo cittadino Mauro Paolo Dorici -. Anche perché, a causa della crisi economica, mai come quest'anno tanta gente trascorre il tempo libero in riva all'Adda e presumo che il numero sia destinato a crescere e di conseguenza aumenterà anche il rischio di altri annegamenti».

Una pericolosità sottovalutata soprattutto dagli stranieri che vengono da fuori paese: molti di loro non conoscono bene le insidie dell'Adda. «Alcuni tratti - afferma il primo cittadino - possono apparire tranquilli, ma sotto il filo dell'acqua nascondere pericoli dovuti alle correnti o ai fondali sconnessi».

Dopo la tragedia di domenica, il Comune ha deciso di mettere in campo iniziative proprio finalizzate a rendere più percepibile la pericolosità del fiume: verranno installati cartelli capaci di suscitare maggior timore dell'Adda e saranno intensificati i controlli.

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m.sanfilippo

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