Mercoledì 01 Agosto 2012

Il catechista accusato di molestie
In Procura ascoltato un minore

Prosegue a ritmo serrato, ma con la massima attenzione verso i minori coinvolti, l'inchiesta contro il cinquantaquattrenne catechista e commesso di farmacia di un paese dell'hinterland finito in carcere nei giorni scorsi con l'accusa di aver molestato tre allievi quindicenni: il sostituto procuratore Carmen Santoro ha sentito ieri pomeriggio, per circa un'ora, nell'apposita saletta per l'audizione dei minori della Procura di piazza Dante uno dei minorenni presunte vittime nella vicenda.

L'obiettivo è quello - in questa fase di indagini preliminari - di fare luce sulla dinamica dei fatti contestati all'uomo e, in questo modo, anche cercare di verificare la versione dei fatti resa dall'uomo e, secondo gli inquirenti, in contrasto con le immagini filmate. Proprio per garantire alla presunta vittima la massima riservatezza e tutela, la sua deposizione è stata raccolta nel pomeriggio nell'aula protetta, e sul contenuto viene mantenuto il più stretto riserbo.

Di fatto l'audizione delle altre due presunte vittime (uno dei tre è quello che ha denunciato le molestie, dando così il via all'inchiesta) era stata auspicata anche dal difensore del cinquantaquattrenne durante l'interrogatorio di garanzia, l'avvocato Rocco Gargano: in questo modo, secondo il difensore, in primo luogo poteva infatti trovare conferma la versione del suo assistito, e in seconda battuta anche venir meno l'esigenza cautelare che al momento mantiene in carcere il catechista.

In effetti la richiesta presentata in quella sede di arresti domiciliari era stata respinta dal gip Giovanni Petillo proprio per le esigenze probatorie: non erano stati ancora sentiti due delle presunte vittime, quindi non era possibile liberare l'uomo. L'audizione di uno dei due ieri e dell'altro in precedenza, farebbe venir meno questa esigenza, e il difensore ha preannunciato il deposito in settimana di una nuova richiesta di modifica della misura cautelare: il pm in effetti, cessate le esigenze probatorie e quindi sentiti i ragazzi, si era già detta disponibile a dare parere favorevole agli arresti domiciliari.

Difficile invece per ora capire se le deposizioni dei due ragazzi abbiano o meno confermato la tesi difensiva: di fatto l'uomo, ammettendo che il rapporto col minorenne che lo aveva poi denunciato era andato oltre il dovuto, aveva escluso atti simili con gli altri due. Piuttosto si sarebbe trattato più banalmente di normali effusioni che lui era solito avere con chiunque, senza alcun secondo fine.

e.roncalli

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