Martedì 07 Agosto 2012

L'Inail precisa: «Quell'incidente?
Non può essere un infortunio»

«L'Inail non “trasforma” infortunio in malattia: semplicemente quell'incidente non può – per legge - essere riconosciuto come infortunio sul lavoro». Così l'ufficio stampa dell'Istituto, da Roma, replica alle critiche piovute dopo che su L'Eco di Bergamo e sul nostro sito abbiamo raccontato del caso della signora cui non è stata riconosciuta la «dignità» di incidente perché aveva scelto di recarsi al lavoro in bicicletta e non con i mezzi pubblici.

«Il lavoratore - precisa in una nota l'Inail nazionale - è tutelato comunque e non perde il suo reddito durante l'assenza dal lavoro: è ammalato a tutti gli effetti e appunto riceve (dall'Inps) un'indennità di malattia, non un trattamento di infortunio (che verrebbe da Inail)».

«Definite in un articolo del vostro giornale di oggi (martedì, ndr), l'Inail una barzelletta. Barzellette? Il sistema di protezione sociale italiano - sottolinea l'Istituto - ha impiegato decine di anni per evolvere e assicurare a ciascun lavoratore un livello di tutela dignitoso».

«Sapere come funziona - aggiunge l'Inail - è per ciascun lavoratore uno strumento di forza. Possiamo sostenere che il livello raggiunto non sia ancora sufficiente (e la scarsità di risorse non aiuta). Ma attenzione a non buttare il bambino. Ci ritroveremo tra qualche anno solo con poca acqua sporca».

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L'unica precisazione la merita il termine «barzelletta»: la definizione non è nostra, ma è quella più ricorrente nei commenti dei lettori che hanno voluto esprimere la loro opinione su questo caso. Commenti che sono stati riassunti in un articolo pubblicato su L'Eco di Bergamo di martedì 7 agosto e che, per completezza, alleghiamo a questo testo.

r.clemente

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