Domenica 19 Agosto 2012

2012, il calcolo dei consumatori
stangata di 2.300€ per famiglia

Una stangata da 2.333 euro. A tanto ammontano i rincari con cui gli italiani si dovranno trovare a fare i conti quest'anno. Elettricità, gas, tariffa rifiuti, Rc auto, biglietti dei treni e del trasporto pubblico locale, ma anche alimentari, benzina e libri scolastici: la lista delle voci per cui gli aumenti superano nettamente il tasso di inflazione è lunga, e destinata a pesare sulle tasche delle famiglie e, di conseguenza, sulla ripresa dell'intera economia.

E in cima a questo elenco, apparentemente infinito, c'è l'Imu, la nuova tassa sulla casa che pesa in media oltre 400 euro a famiglia, solo per la prima casa anche se sarà il conguaglio d'autunno a stabilire l'esatto peso di questa imposta sulle tasche della famiglie.

A calcolare quanto il 2012 costerà in più rispetto allo scorso anno sono state Adusbef e Federconsumatori che, numeri alla mano, parlano di un tasso di inflazione «reale» del 5,5-6 per cento. Ma sono preoccupati anche i consumatori del Codacons che prevedono rincari, solo per la spesa alimentare, di 550 euro a famiglia.

In percentuale l'aumento più consistente è quello delle tariffe del trasporto pubblico locale. Le associazioni parlano di rincari fino al 30 per cento, che tradotti in euro significano una spesa annuale di 48 euro in più rispetto al 2011. Aumenti a due cifre anche per le bollette: quella della luce è cresciuta del 21 per cento (ovvero di 110 euro in più rispetto all'anno scorso) e quella del gas dell'11 per cento (+113 euro l'anno). Non va molto meglio per i rifiuti (+11 per cento, pari a 63 euro in più).

In termini assoluti è invece il capitolo alimentari a registrare l'aumento più significativo. La spesa di tutti giorni, sempre secondo gli studi delle associazioni dei consumatori, è rincarata di 392 euro l'anno, pari al 7 per cento in più. C'è poi l'inevitabile voce carburanti, ormai prossimi all'ennesimo record. L'incremento sul 2011 è di 276 euro.

Si tratta di «aumenti insostenibili - tuonano i consumatori - che determineranno pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie e sull'intera economia che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi». Le associazioni dettano quindi le loro priorità, quelle che a loro giudizio dovrebbero ispirare il lavoro del governo nei prossimi mesi: «È ora di puntare sul rilancio e sulla ripresa della domanda interna, con liberalizzazioni ed investimenti nei settori dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico».

Dal Codacons parlano di una «raffica di rincari di prezzi e tariffe in tutti i settori, con effetti disastrosi per le tasche delle famiglie» a partire da settembre. «In base alle nostre stime - spiegano - alla riapertura dei negozi e delle attività commerciali tra fine agosto e i primi di settembre, si verificherà un aumento generalizzato dei prezzi, mediamente del 5-7% con punte fino al 10% per quei beni legati strettamente alle quotazioni dei carburanti, con una maggiore spesa di 550 euro su base annua solo per gli alimentari».

Intanto «la crisi mette in difficoltà sei italiani su dieci (61 per cento) che non dispongono di un reddito adeguato ma c'è addirittura un 6 per cento che non riesce mai ad arrivare a fine mese». È quanto emerge da una analisi Coldiretti-Swg divulgata in occasione della diffusione dei dati sull'aumento delle spese per effetto di rincari e mutui che aggrava la situazione di difficoltà delle famiglie.

Il risultato è - sottolinea la Coldiretti - un drastico calo nei consumi che riguarda anche il settore alimentare con una riduzione stimata tra l'uno e il due per cento negli acquisti. Per tagliare sulla spesa - precisa la Coldiretti - gli italiani sono costretti a fare lo slalom tra gli sconti. Ben il 62 per cento degli italiani vanno a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati più che in passato mentre circa la metà dei consumatori (49 per cento) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti.

Tra le tendenze emergenti si evidenzia l'aumento di quanti acquistano prodotti locali (40 per cento) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50 per cento) magari senza intermediazione con un balzo record del 23 per cento nel primo semestre del 2012 degli acquisti fatti direttamente dal produttore. Una cosa resa possibile grazie alla rete degli agricoltori di Campagna Amica dove hanno fatto la spesa oltre 9 milioni di italiani.

Il risultato è che nonostante gli impegni della vita moderna e per la prima volta rispetto al passato - conclude lo studio della Coldiretti - si inverte la tendenza con il 57 per cento degli italiani che dedica più tempo e più attenzione nel fare la spesa di tutti i giorni. Altro segnale, questa volta non del tutto negativo, del cambiamento indotto dalla recessione nelle abitudini del consumatore tipo, alle prese con continui rialzi dei listini e un impoverimento, altrettanto costante, del suo reddito.

m.sanfilippo

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