Martedì 21 Agosto 2012

Borseggi all'aeroporto
Orio, presa una coppia di cileni

Il meccanismo studiato era ben collaudato e lo avevano usato – secondo gli inquirenti – in diverse occasioni, sia a Orio al Serio che a Genova. Ma proprio quella è stata la loro rovina e li ha fatti finire in manette per furto, riconosciuti grazie ai filmati di videosorveglianza dagli uomini della polizia di frontiera dell'aeroporto di Orio.

In carcere in stato di fermo venerdì scorso è finita una coppia di cileni, che come bersaglio – secondo gli investigatori da un paio di mesi ormai – aveva le borsette e le ventiquattrore dei viaggiatori in transito all'aeroporto: si tratta di una donna di 61 anni, C. M. T. D. J., con almeno una ventina di alias nel suo curriculum, e di un uomo, H. L. A. E., di 52 anni, che per non farsi identificare si è bruciato i polpastrelli. Entrambi domiciliati nel milanese e difesi lei dall'avvocato Mario Pavone di Milano e lui dall'avvocato Matteo Acquaroli. I due sono stati sottoposti a fermo venerdì all'aeroporto di Orio, accusati in particolare di aver rubato l'1 agosto la borsa a una 59enne originaria di Sassari, con all'interno – oltre a documenti ed effetti personali – circa 400 euro in contanti e due telefoni cellulari. Quando la donna aveva sporto denuncia alla polizia di frontiera subito dopo il furto, gli agenti erano riusciti ad individuare subito i presunti responsabili grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza all'interno dell'aeroporto: dal video avevano visto la derubata sedersi in uno dei posti di ristoro dello scalo, e ad un certo punto avevano notato i due cileni avvicinarsi. La 61enne veniva ripresa mentre si metteva in piedi accanto alla donna, che aveva allacciato la cinghia della borsetta alla spalliera della sedia. Il complice invece si era sistemato tra lei e la telecamera di sorveglianza. Pochi attimi dopo la cilena veniva ripresa mentre si allontanava in tutta tranquillità con la borsa appena rubata.

Venerdì gli agenti, che dopo aver visto quel filmato erano sulle tracce dei due cileni e avevano già organizzato anche vari appostamenti in borghese nel tentativo di rintracciarli, li hanno nuovamente notati all'aeroporto e li hanno tenuti accuratamente sotto controllo: così facendo li hanno visti bazzicare tra le aree ristoro, cercando di mettere in atto la stessa tecnica della volta precedente, senza fortunatamente riuscirci. Sono quindi entrati in azione, bloccandoli, e quando li hanno identificati hanno scoperto che a carico della 61enne c'era anche un ordine di custodia cautelare per reati del tutto analoghi commessi però a Genova, emesso il 31 luglio. Per i due è quindi scattato il fermo e si sono aperte le porte del carcere, dove sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari. L'uomo, incensurato, ha ammesso la sua responsabilità, mentre la donna ha respinto le accuse: per lui è stata disposta la scarcerazione, confermata la custodia in carcere invece per la complice.

fa.tinaglia

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